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	<title>Quadernino</title>
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	<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 20:40:34 +0000</pubDate>
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		<title>Leggere contaminazioni</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 18:46:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco cundari</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[appunti]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Edf fa sapere che i cento operai colpiti dalla fuga radioattiva avvenuta in una centrale nucleare francese sono stati soltanto &#8220;leggermente contaminati&#8221;.
Carlo Rossella dice che &#8220;c&#8217;è una crisi profonda della cravatta&#8221;.
Il Tg1 si chiude con un lungo comunicato dell&#8217;Usigrai contro il progetto del governo sulle intercettazioni, che impedirebbe ai giornalisti di raccontare ai cittadini come stanno le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">L&#8217;Edf fa sapere che i cento operai colpiti dalla fuga radioattiva avvenuta in una centrale nucleare francese sono stati soltanto &#8220;leggermente contaminati&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Carlo Rossella dice che &#8220;c&#8217;è una crisi profonda della cravatta&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Il Tg1 si chiude con un lungo comunicato dell&#8217;Usigrai contro il progetto del governo sulle intercettazioni, che impedirebbe ai giornalisti di raccontare ai cittadini come stanno le cose (per un attimo ho pensato di chiedere un&#8217;intervista su questo a Giuliano Tavaroli, poi mi sono ricordato che l&#8217;aveva <a href="http://quadernino.wordpress.com/2008/07/23/che-cosa-sintende-con-mano-invisibile-del-mercato-e-pure-con-giornalismo-dinchiesta/" target="_blank">già fatta</a>).</p>
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		<title>Tessera</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 15:58:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco cundari</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[poetry]]></category>

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		<description><![CDATA[(musica di Francesco Guccini)
Questa leadership in settembre
non sarebbe pesata così
un segretario finiva più nature
dieci anni fa, o giù di lì.
Con l’incoscienza dentro al basso ventre
e alcuni audaci in tasca l&#8217;Unità
la paghi tutta, e a prezzi di inflazione
quella che chiamano unanimità.
Ma tu non sei cambiato di molto
anche se adesso è in pezzi quello che
per costruirlo c&#8217;è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>(<a href="http://it.youtube.com/watch?v=KV8F20_R8lY" target="_blank">musica</a> di Francesco Guccini)</p>
<p>Questa leadership in settembre<br />
non sarebbe pesata così<br />
un segretario finiva più <em>nature</em><br />
dieci anni fa, o giù di lì.<span id="more-343"></span></p>
<p>Con l’incoscienza dentro al basso ventre<br />
e alcuni audaci in tasca l&#8217;Unità<br />
la paghi tutta, e a prezzi di inflazione<br />
quella che chiamano unanimità.</p>
<p>Ma tu non sei cambiato di molto<br />
anche se adesso è in pezzi quello che<br />
per costruirlo c&#8217;è voluto tanto<br />
filosofando pure sui perché.</p>
<p>Ma tu non sei cambiato di tanto<br />
e se cos&#8217;è un partito ora lo sai<br />
potrai capire le mie grida allora<br />
e quasi certo adesso capirai.</p>
<p>Portavo io una tessera innocente<br />
dettata solo dalla fedeltà<br />
non era un&#8217;adesione permanente<br />
diciamo che era buona volontà.</p>
<p>Portavo una coscienza immacolata<br />
che tu tendevi a uccidere però<br />
inutilmente ti ci sei trovato<br />
parlando di rumeni a Ballarò.</p>
<p>Ma io non son cambiato da allora:<br />
la tessera che conoscevi tu<br />
la porto in tasca, con la Quercia, ancora<br />
e tu la porteresti e non puoi più.</p>
<p>Bisogna saper scegliere in tempo<br />
non allearsi per contrarietà<br />
tu giri adesso le manette al vento<br />
Di Pietro cominciò vent&#8217;anni fa.</p>
<p>Ricordi, fu al Lingotto di Torino<br />
congresso dei Ds, nel duemila<br />
credevi che il partito fosse tuo<br />
con Sting, I care e tutta la trafila.</p>
<p>Lasciammo allora tutti e due un qualcuno<br />
lassù a Palazzo Chigi, bell’affare,<br />
ma con Folena io ero a disagio<br />
e mi pesava quel tuo &#8220;I care&#8221;.</p>
<p>Ma avevi i dalemiani nel partito<br />
e voti in tasca niente e tu lo sai<br />
che ci parlavi di Africa stupito<br />
e non ti era toccato farlo mai.</p>
<p>Perché l&#8217;hai detto non l&#8217;ho mai capito<br />
così attaccato a quei tuoi cliché<br />
perché da quando ti sei candidato<br />
non ne hai beccata una, ma perché?</p>
<p>Infatti i voti della prima volta<br />
non c&#8217;erano già più alle comunali<br />
scoppiava finalmente la rivolta<br />
o forse anche Rutelli si era rotto.</p>
<p>Tu li aspettavi ancora e lui già urlava<br />
che Roma è viva, vivace, e però<br />
contro Bettini, lui, si ribellava<br />
cioè, sognando Ruini e i Teodem.</p>
<p>E Gianni incoronato da Roma<br />
a lungo ti sembrò quasi lsd<br />
tenne una mezza conferenza colta<br />
davanti al Campidoglio in stile freak.</p>
<p>E tu che non l&#8217;avevi previsto<br />
tu che dicevi: non accadrà mai<br />
quel voto ti cresceva tutto attorno<br />
per noi crescevan solo i nostri guai.</p>
<p>Forse ti consolava il Cavaliere<br />
ma precario, quel dialogo, era già:<br />
un buco da un amico, un Letta a ore<br />
da cui passava tutta la città.</p>
<p>L&#8217;accordo fatto alla boia di un Prodi<br />
e al freddo, in quel governo di altri e spoglio<br />
tradire o non tradire, era un bengodi<br />
era un fatto di clima e non di voglia.</p>
<p>E adesso che potresti anche dirlo<br />
e adesso che alleati non ne hai<br />
che nostalgia per quegli incontri al volo<br />
là da Bettini o là dove si può.</p>
<p>E adesso che sappiam quasi tutto<br />
e che il governo Prodi non c&#8217;è più<br />
per nostalgia, lo rivorresti in piedi<br />
scordando le primarie, Letta e I care.</p>
<p>Diciamolo per dire, ma davvero<br />
si ride per non piangere perché<br />
se penso a quel che era, a quel che eri<br />
che compassione che ho per me e per te.</p>
<p>Eppure a volte non mi spiacerebbe<br />
tornare a quelli di quei tempi là<br />
a Diliberto e Pecoraro Scanio<br />
per fare tutto, da far pietà.</p>
<p>Perché il governo era ancora intero<br />
e i senatori a vita, chi lo sa<br />
i senatori, fragili davvero<br />
quanti acciacchi si ha addosso a quell&#8217;età.</p>
<p>Oppure allora si era solo noi<br />
non c&#8217;entra o meno quella gioventù<br />
di Turigliatto, Telecom e Rai<br />
quel che è rimasto dimmelo un po&#8217; tu.</p>
<p>Questa leadership in settembre<br />
se ne sta lentamente per finire<br />
come le altre via distrattamente<br />
a cercare di fare o di capire.</p>
<p>Forse lo stan pensando anche gli amici<br />
i popolari, i fassiniani, soddisfatti<br />
giocando a dire che si era più felici<br />
cercando chi s&#8217;è perso o no a quei patti.</p>
<p>E io con la mia tessera in tasca<br />
uguale a quella che ricorderai<br />
io come sempre faccio quel che posso<br />
domani poi ti voterò, semmai.</p>
<p>E tu riprenderai alle elezioni<br />
le batoste che non ricordi mai<br />
ignorale come hai ignorato le altre<br />
e poi saran le ultime oramai.</p>
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		<title>Che cosa s&#8217;intende con &#8220;mano invisibile&#8221; del mercato (e pure con &#8220;giornalismo d&#8217;inchiesta&#8221;)</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 10:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco cundari</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella sua intervista a Giuseppe D’Avanzo, tra tante cose difficilmente verificabili, Giuliano Tavaroli ne dice alcune molto chiare. La prima riguarda la Kroll, prima agenzia investigativa del mondo, nota anche per la vera e propria guerra delle spie ingaggiata con la security Telecom ai tempi dello scontro tra l’azienda italiana e alcune compagnie concorrenti per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Nella sua intervista a Giuseppe D’Avanzo, tra tante cose difficilmente verificabili, Giuliano Tavaroli ne dice alcune molto chiare. La prima riguarda la Kroll, prima agenzia investigativa del mondo, nota anche per la vera e propria guerra delle spie ingaggiata con la security Telecom ai tempi dello scontro tra l’azienda italiana e alcune compagnie concorrenti per il controllo della telefonia brasiliana (vicenda, sia detto tra parentesi, su cui si potrebbe scrivere un saggio dal titolo “La mano invisibile del mercato”).<span id="more-341"></span> La Kroll, racconta Tavaroli, chiese a Gianni Letta se il governo Berlusconi avrebbe avuto nulla in contrario qualora l’agenzia avesse organizzato “un’azione di discredito contro Marco Tronchetti Provera”. Avvertito dallo stesso Letta, Tavaroli organizza dunque “una contro-operazione di discredito ai danni della Kroll”. E in cosa consisterebbe tale contro-operazione? Semplice: “Il 6 novembre 2004 – dice Tavaroli – faccio pubblicare che c’è ‘un mandato d’arresto per l’uomo della Kroll, Nunzio Rizzi’. La notizia è del tutto falsa, ma alla Kroll capiscono che gli è andata male”. Evviva la libertà di stampa, si potrebbe dire. Riassumendo: in un’intervista a Repubblica piena di accuse e messaggi trasversali, l’ex capo della security Telecom spiega che il suo lavoro, come quello di tutte le strutture di security di tutte le principali aziende del mondo, consiste anche – se non soprattutto – nel far pubblicare dai giornali notizie false, allo scopo di screditare o intimidire gli avversari dell’azienda. E spiega che buona parte del suo tempo lo passa a raccogliere e fabbricare dossier su reali e potenziali nemici del gruppo, nella finanza come nella politica, compresi capi di governo, ministri ed esponenti dell’opposizione. Non si sofferma, però, sul dettaglio che dalla sua posizione sovrintendeva anche alla gestione tecnica delle intercettazioni disposte da tutte le procure d’Italia (l’inchiesta, infatti, nasce proprio da un traffico di intercettazioni). La sua intervista suscita dunque una semplice domanda: se così vanno le cose in tutto il mondo perlomeno dalla fine della Guerra fredda in poi, con la riconversione dei migliori corpi di intelligence in strutture al servizio dei grandi gruppi economici privati, e se questo è il loro “modus operandi”, cosa succederebbe in un paese in cui tutti i principali gruppi economici fossero anche proprietari di tutti i principali quotidiani?</p>
<p style="text-align:justify;">Un’occasione per riflettere<br />
Date simili premesse, risulta un po’ arduo prendere sul serio l’ultima parte dell’intervista, dedicata al dossier raccolto sul famoso Oak Fund (“Fondo quercia”), già al centro di mille ricostruzioni, inchieste e libri-inchiesta riguardanti le presunte tangenti versate ai Ds al tempo della scalata Telecom di Roberto Colaninno, circa dieci anni fa. Un finale degno di Achille Campanile, dopo tutto quello che Tavaroli ha appena finito di dire a proposito di come si fabbricano e come si usano tali dossier. Ma anche illuminante. Date quelle premesse, infatti, forse non sarebbe inutile cogliere l’occasione per riflettere su tempi e modi di tante inchieste giornalistiche e giudiziarie di questi ultimi anni, che hanno spesso determinato l’esito di primarie battaglie combattute in campo finanziario (e non solo). A cominciare, magari, dalla scalata di Unipol a Bnl. (il Foglio, 23 luglio 2008)</p>
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		<item>
		<title>La sudditanza del cretino</title>
		<link>http://quadernino.wordpress.com/2008/07/21/la-sudditanza-del-cretino/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Jul 2008 12:07:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco cundari</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[lapsus calami]]></category>

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		<description><![CDATA[Essendo prima caratteristica dell&#8217;intelligenza la capacità di cogliere il punto, direi che tutto il dibattito sulle parole di D&#8217;Alema a proposito degli elettori di centrosinistra più &#8220;acculturati&#8221; degli altri dimostra la scarsa intelligenza del nostro sistema dell&#8217;informazione. L&#8217;errore di D&#8217;Alema non era infatti nel dire quello che a voler essere pignoli non ha neanche detto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Essendo prima caratteristica dell&#8217;intelligenza la capacità di cogliere il punto, direi che tutto il dibattito sulle parole di D&#8217;Alema a proposito degli elettori di centrosinistra più &#8220;acculturati&#8221; degli altri dimostra la scarsa intelligenza del nostro sistema dell&#8217;informazione.<span id="more-335"></span> L&#8217;errore di D&#8217;Alema non era infatti nel dire quello che a voler essere pignoli non ha neanche detto, essendosi limitato a citare i soliti studi sulla composizione dei diversi elettorati divisi per fasce di età, sesso, posizione sociale, titolo di studio, frequentazione di edicole e librerie, e così via – cosa del resto non sorprendente, trovandosi alla presentazione di un saggio dedicato proprio a questo – studi che da circa quindici anni a questa parte, peraltro, dicono esattamente questo, e cioè che tra laureati e lettori abituali il centrosinistra prende più voti del centrodestra. L&#8217;errore di D&#8217;Alema stava semmai nell&#8217;affermare che governare senza il consenso di quella parte della società è particolarmente difficile, perché rappresenta la classe dirigente del paese. E nel parlarne in modo tale da accreditare anche solo l&#8217;ombra del sospetto che intendesse istituire un nesso tra cultura e intelligenza. Ora, lasciamo da parte il fatto che personalmente fatico a immaginare buona parte del nostro establishment con un libro in mano, e che non credo nemmeno che leggere giornali e libri significhi essere intelligenti – esattamente come andare in palestra non significa essere violenti – anzi, sinceramente, non penso nemmeno che aiuti (ritengo semmai che un cretino colto rappresenti per la società un pericolo molto maggiore di un cretino ignorante, così come un violento muscoloso è più pericoloso di un violento flaccido). Lasciamo da parte tutto questo e veniamo al punto: la mia impressione, rafforzata proprio dal dibattito in questione, è che sia vero l&#8217;esatto contrario. E cioè che non si può governare – anche ammesso che si vincano le elezioni – senza preoccuparsi innanzi tutto del consenso dei cretini. Il punto è che sempre di più, per ragioni che attengono alla struttura delle società moderne nel tempo della comunicazione di massa, alla specializzazione produttiva nel campo dell&#8217;informazione e dell&#8217;intrattenimento, alle nuove tecnologie e di sicuro a un sacco di altre cose, la battaglia per l&#8217;egemonia si basa sulla lotta per il controllo della produzione di luoghi comuni, frasi fatte e pregiudizi (in senso stretto, ma volendo anche lato) e insomma, in una parola, sulle idiozie. Nulla è più potente. Sarà per i tempi frenetici della vita di ognuno di noi, che non consentono di approfondire nulla al di fuori del nostro microspecifico quotidiano e dunque impongono di rivolgersi ad appositi spacciatori di formule facili e pronte all&#8217;uso da sfoggiare alla prima occasione – a cena, al bar, al lavoro – sarà perché i cretini ci circondano ovunque e ci impongono quotidianamente le loro opinioni, sarà per quello che vi pare, ma il fatto è che controllare il fiume di scemenze su cui si articola la grande conversazione del paese con se stesso, dal talk-show di prima serata fino alla fermata dell&#8217;autobus, rappresenta ormai il cuore della partita per il consenso. Il problema di fondo che spiega l&#8217;attuale condizione di esigua minoranza della sinistra in Italia, pertanto, non è che siamo pochi perché i cretini, che sono tanti, stanno tutti dall&#8217;altra parte; ma che siamo pochi perché persino i nostri cretini ripetono cretinate altrui, ripetono cretinate che non sono le nostre. La tradedia, secondo me, è che abbiamo lasciato sguarnito il fronte decisivo. Basta guardare i gruppi dirigenti: la partita non la perdiamo nel girone degli intelligenti, dove giochiamo più o meno alla pari, ma nel girone dei cretini, dove i nostri cretini vengono quotidianamente, letteralmente stracciati dai cretini avversari.</p>
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		<title>Qualche dubbio sulla docu-fiction politico-giudiziaria che ha per protagonista Ottaviano Del Turco</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jul 2008 09:15:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco cundari</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il segreto istruttorio non consente di verificare se gli odori che provengono dalle carte di Pescara siano tanto netti da poter assegnare ai protagonisti di questo ennesimo scandalo il marchio della colpevolezza o il ‘santino’ degli ingiustamente inquisiti – scriveva sulla Stampa, il 15 luglio, Francesco La Licata – eppure sono proprio i dettagli, le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Il segreto istruttorio non consente di verificare se gli odori che provengono dalle carte di Pescara siano tanto netti da poter assegnare ai protagonisti di questo ennesimo scandalo il marchio della colpevolezza o il ‘santino’ degli ingiustamente inquisiti – scriveva sulla Stampa, il 15 luglio, Francesco La Licata – eppure sono proprio i dettagli, le sfumature, gli odori appunto, a consegnare quantomeno il quadro di una vicenda tutta radicata nello stesso territorio”. Non si poteva descrivere meglio il succo di tante ricostruzioni uscite in questi giorni sulla vicenda che ha portato all’arresto di Ottaviano Del Turco e di buona parte della giunta abruzzese: odori.<span id="more-331"></span> Quanto al “quadro”, bastava il titolo dell’articolo: “Capretto, patate e attorno al tavolo la Grande spartizione”. Di segreti istruttori e potenziali “santini” da innocente, nessuna traccia. E così su tutti i giornali. La “cena del capretto” in cui si sarebbero spartiti oltre dodici milioni di tangenti è stata variamente sceneggiata, seguita dai “sacchetti di mele”, dalle rievocazioni del pouf di Poggiolini e da tutti i classici di un genere giornalistico-letterario ormai consolidato: la docu-fiction giudiziaria. Un profluvio di “prove schiaccianti” mai chiaramente esibite, sostituite da vaghe allusioni a documenti che “inchioderebbero” l’accusato, in una cornice romanzesca a metà tra il Satyricon e il Padrino. Tanto è bastato a fare rapidamente terra bruciata attorno a Del Turco.<br />
Eppure, tra gli stralci dell’ordinanza del gip riportati il 16 luglio da Carlo Bonini e Giuseppe Caporale su Repubblica, si trova il seguente passo: “Le indagini non hanno sin qui evidenziato situazioni atte a riscontrare incassi diretti di denaro contante in conseguenza delle dazioni effettuate da Angelini (Vincenzo Angelini, il principale testimone dell’accusa, ndr)”. Dunque è proprio il gip a dirlo: incassi diretti non sono stati riscontrati. “Ma tale circostanza – prosegue l’ordinanza – non è assolutamente idonea a inficiare l’ipotesi accusatoria. Apparendo evidente come la prova della destinazione delle somme di persone operanti nel settore istituzionale non è agevole, potendo esse contare su rapporti personali che certamente consentono la gestione del denaro anche per interposta persona”. Che è un po’ come dire che per arrestare una persona con l’accusa di omicidio non occorre “riscontrare” l’esistenza di un cadavere. Purché si tratti, va da sé, di persone “operanti nel settore istituzionale”. Viste le polemiche sui seggi in Senato non attribuiti alla Rosa nel pugno, campeggiate per mesi sui giornali, forse però non sarebbe stato così disagevole riscontrare che Del Turco otto senatori socialisti proprio non se li poteva comprare, dato che non esistevano. Ma simili incongruenze perdono importanza dinanzi alle parole del gip e alla sua concezione di onere della prova applicata a persone “operanti nel settore istituzionale”.<br />
E pensare che la notizia dell’arresto di Del Turco è arrivata giusto il 14 luglio, mentre buona parte dei massimi esponenti di centrosinistra e centrodestra si trovava a discutere di “Una moderna democrazia europea”, come recitava il titolo del convegno sulle riforme istituzionali promosso da ItalianiEuropei e da varie altre fondazioni. Ed è un peccato che tra tutte le (ingenti) forze politiche e intellettuali chiamate ad abbattere gli idoli della cultura istituzionale nata dalla “rivoluzione maggioritaria” del ’92-93 (i falsi “miti” della Seconda Repubblica, come li ha chiamati nel suo intervento Roberto Gualtieri), nessuno abbia colto l’occasione per riflettere anche sulla temperie politico-giudiziaria da cui quella cultura istituzionale è nata. Un’occasione che Stefano Ceccanti, nel suo intervento “in dissenso”, aveva offerto ai promotori su un piatto d’argento, dichiarando che “un convegno fatto il 14 luglio non si presta a una mediazione tra i giacobini e la Vandea”. Giudicando la proposta del convegno “un ritorno al pre-1993”, infatti, Ceccanti si auto-assegnava esplicitamente “la parte del giacobino”.<br />
Ora che il “bubbone” della corruzione è scoppiato, scriveva sull’Unità Antonio Padellaro all’indomani degli arresti, bisognerà “parlarne seriamente, magari sottraendo un po’ di spazio alle dispute sul sistema tedesco o spagnolo”. Ma forse è vero anche il contrario. E cioè che senza affrontare entrambe le questioni, difficilmente il Pd potrà conciliare la riproposizione di una cultura dei contrappesi e delle garanzie istituzionali con la deriva antipolitica che per tante vie ha attraversato le sue file in questi quindici anni, e che dopo ogni 14 luglio trova i suoi giacobini pronti a celebrarla. (il Foglio, 19 luglio 2008)</p>
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		<title>Appunto</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 11:45:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco cundari</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
(DIRE) Roma, 16 lug. - Walter Veltroni avvia il tesseramento del Pd e annuncia: &#8220;Prenderò io la tessera numero uno&#8221;. &#8220;Ma come? Non aveva detto che la prima tessera sarebbe andata a un giovane precario?&#8221;, si chiede ora Andrea Armaro, del Pd, già portavoce del ministro della Difesa Arturo Parisi (&#8230;)
(ZORO) &#8220;Ieri dunque è partito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><blockquote>
<p style="text-align:justify;">(<a href="http://www.dire.it/" target="_blank">DIRE</a>) Roma, 16 lug. - Walter Veltroni avvia il tesseramento del Pd e annuncia: &#8220;Prenderò io la tessera numero uno&#8221;. &#8220;Ma come? Non aveva detto che la prima tessera sarebbe andata a un giovane precario?&#8221;, si chiede ora Andrea Armaro, del Pd, già portavoce del ministro della Difesa Arturo Parisi (&#8230;)</p>
<p style="text-align:justify;">(<a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/508915" target="_blank">ZORO</a>) &#8220;Ieri dunque è partito finalmente il tesseramento. La numero 1 se la aggiudica Walter, di slancio e senza affanni. Costo minimo 15 euro. Lo slogan del tesseramento è &#8216;La differenza la fai tu&#8217;. Il pericolo è abituarsi a ragionare per sottrazione&#8221;.</p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">E a me sembra passato un secolo da quando sul Foglio <a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=G2NGQ" target="_blank">discutevamo</a> di &#8220;partito senza tessere&#8221; e di tutte le sue &#8220;esotiche&#8221; conseguenze (e Veltroni rilasciava interviste come <a href="http://www.lanuovastagione.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=3752" target="_blank">questa</a>).</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/quadernino.wordpress.com/327/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/quadernino.wordpress.com/327/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/quadernino.wordpress.com/327/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/quadernino.wordpress.com/327/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/quadernino.wordpress.com/327/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/quadernino.wordpress.com/327/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/quadernino.wordpress.com/327/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/quadernino.wordpress.com/327/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/quadernino.wordpress.com/327/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/quadernino.wordpress.com/327/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/quadernino.wordpress.com/327/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/quadernino.wordpress.com/327/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=quadernino.wordpress.com&blog=1607252&post=327&subd=quadernino&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il cuore del problema</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 18:48:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco cundari</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In poche righe, qui.
       ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">In poche righe, <a href="http://www.wittgenstein.it/2008/07/16/se-cominciamo-cosi/" target="_blank">qui</a>.</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/quadernino.wordpress.com/325/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/quadernino.wordpress.com/325/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/quadernino.wordpress.com/325/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/quadernino.wordpress.com/325/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/quadernino.wordpress.com/325/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/quadernino.wordpress.com/325/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/quadernino.wordpress.com/325/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/quadernino.wordpress.com/325/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/quadernino.wordpress.com/325/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/quadernino.wordpress.com/325/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/quadernino.wordpress.com/325/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/quadernino.wordpress.com/325/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=quadernino.wordpress.com&blog=1607252&post=325&subd=quadernino&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il discorso pubblico</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 19:23:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco cundari</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[lapsus calami]]></category>

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		<description><![CDATA[Poco fa mi è capitato di ripensare ai fatti del G8, ad altre recenti polemiche politico-giudiziarie (fortunatamente meno tragiche) e a tante altre cose. Ma soprattutto al dibattito tra difensori del diritto dei manifestanti di prendere a sprangate i poliziotti e difensori del diritto dei poliziotti di ammazzare di botte i manifestanti – in entrambi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Poco fa mi è capitato di ripensare ai fatti del G8, ad altre recenti polemiche politico-giudiziarie (fortunatamente meno tragiche) e a tante altre cose. Ma soprattutto al dibattito tra difensori del diritto dei manifestanti di prendere a sprangate i poliziotti e difensori del diritto dei poliziotti di ammazzare di botte i manifestanti – in entrambi i casi, sia chiaro, non all&#8217;interno e nella concitazione di uno scontro di piazza, ma con appositi assalti. Ecco, ripensavo a tutto questo e mi chiedevo se davvero i problemi politici di cui discutiamo tanto siano poi, al fondo, problemi politici.</p>
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		<item>
		<title>A proposito di girotondi e giornali, Grillo e Veltroni</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 09:57:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco cundari</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Con il senno di prima (all&#8217;indomani del primo V-Day, quando Prodi era ancora alla guida del governo, Veltroni ancora solo candidato alla segreteria del Pd, eccetera).
       ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Con il senno di <a href="http://quadernino.wordpress.com/2007/09/11/uno-spettacolo-subprime-che-ci-hanno-gia-rivenduto-cento-volte/" target="_blank">prima</a> (all&#8217;indomani del primo V-Day, quando Prodi era ancora alla guida del governo, Veltroni ancora solo candidato alla segreteria del Pd, eccetera).</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/quadernino.wordpress.com/322/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/quadernino.wordpress.com/322/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/quadernino.wordpress.com/322/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/quadernino.wordpress.com/322/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/quadernino.wordpress.com/322/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/quadernino.wordpress.com/322/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/quadernino.wordpress.com/322/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/quadernino.wordpress.com/322/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/quadernino.wordpress.com/322/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/quadernino.wordpress.com/322/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/quadernino.wordpress.com/322/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/quadernino.wordpress.com/322/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=quadernino.wordpress.com&blog=1607252&post=322&subd=quadernino&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Poi però parliamo anche di &#8220;casta&#8221;, &#8220;statalismo&#8221;, &#8220;meritocrazia&#8221;&#8230;</title>
		<link>http://quadernino.wordpress.com/2008/07/11/poi-pero-parliamo-anche-di-casta-statalismo-meritocrazia/</link>
		<comments>http://quadernino.wordpress.com/2008/07/11/poi-pero-parliamo-anche-di-casta-statalismo-meritocrazia/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 08:34:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco cundari</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[agenda tafazzi]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul caso di Eluana Englaro non mi sono ancora formato un&#8217;opinione precisa, al contrario di Anna Meldolesi, che un&#8217;opinione precisa ce l&#8217;ha. Non lo dico come trucchetto retorico da due soldi - del tipo: io ci ho i dubbi e tu no, quindi ho ragione io – perché non escludo affatto che alla fine abbia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Sul caso di Eluana Englaro non mi sono ancora formato un&#8217;opinione precisa, al contrario di Anna Meldolesi, che un&#8217;opinione precisa ce l&#8217;ha. Non lo dico come trucchetto retorico da due soldi - del tipo: io ci ho i dubbi e tu no, quindi ho ragione io – perché non escludo affatto che alla fine abbia ragione lei, ma non è questo che mi interessa. Mi interessa molto, invece, l&#8217;intervento del francescano Daniel Sulmasy da lei <a href="http://annameldolesi.italianieuropei.it/2008/07/eluana-e-laccanimento-linguist.html" target="_blank">citato</a>, che risale a un anno fa, a proposito di &#8220;recenti ed impercettibili modificazioni della lingua italiana&#8221; che hanno creato &#8220;una cultura che riduce inutilmente le possibilità di scelta in materia di decisioni nell&#8217;ambito della cura dello stadio terminale per pazienti, famiglie e medici&#8221;. Mi interessa moltissimo perché il problema non riguarda solo la medicina. Riguarda il modo in cui nel nostro paese si sono paurosamente ridotte, anche attraverso &#8220;recenti ed impercettibili modificazioni della lingua italiana&#8221;, le possibilità di scelta da parte dei cittadini in tutti i campi. Per fare solo qualche esempio: in materia di economia, politica internazionale e politica interna. Più in generale, direi che il problema di oggi è il modo in cui viene progressivamente restringendosi lo spazio della decisione democratica, certo non solo nel nostro paese, ma nel nostro paese in forme probabilmente molto più virulente e pericolose che altrove. Ecco, credo che su questo bisognerebbe organizzare un grande convegno, con politici, economisti, storici, costituzionalisti, esperti di bioetica e di linguistica. Come titolo proporrei: &#8220;Dal <em>modello  Wimbledon</em> all&#8217;<em>accanimento terapeutico</em>&#8220;.</p>
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