Nella sua intervista a Giuseppe D’Avanzo, tra tante cose difficilmente verificabili, Giuliano Tavaroli ne dice alcune molto chiare. La prima riguarda la Kroll, prima agenzia investigativa del mondo, nota anche per la vera e propria guerra delle spie ingaggiata con la security Telecom ai tempi dello scontro tra l’azienda italiana e alcune compagnie concorrenti per il controllo della telefonia brasiliana (vicenda, sia detto tra parentesi, su cui si potrebbe scrivere un saggio dal titolo “La mano invisibile del mercato”). (continua…)
Il segreto istruttorio non consente di verificare se gli odori che provengono dalle carte di Pescara siano tanto netti da poter assegnare ai protagonisti di questo ennesimo scandalo il marchio della colpevolezza o il ‘santino’ degli ingiustamente inquisiti – scriveva sulla Stampa, il 15 luglio, Francesco La Licata – eppure sono proprio i dettagli, le sfumature, gli odori appunto, a consegnare quantomeno il quadro di una vicenda tutta radicata nello stesso territorio”. Non si poteva descrivere meglio il succo di tante ricostruzioni uscite in questi giorni sulla vicenda che ha portato all’arresto di Ottaviano Del Turco e di buona parte della giunta abruzzese: odori. (continua…)
Roma. “Oggi sarei tentato di parlare di politica estera”. Così esordisce Massimo D’Alema, seduto nel suo ufficio alla Fondazione ItalianiEuropei, all’indomani del girotondo grillo-dipietrista, che campeggia sulle prime pagine di tutti i giornali. “Italiani”, aggiunge l’ex ministro degli Esteri. E indica l’Herald Tribune al centro della sua scrivania, ben lontano dal mucchio dei quotidiani nazionali. (continua…)
Roma. Quelli che hanno simpatia per lui dicono che non sembra neanche un politico, che legge libri (nel senso: libri di letteratura, con i personaggi, la trama e tutte quelle cose lì), che va al cinema, cucina, viaggia. Per i suoi estimatori, Gianni Cuperlo è insomma un uomo che si occupa di mille cose, pieno di curiosità, interessi, passioni. Quelli che non hanno simpatia per lui sostengono che tra tante passioni non rientri la politica. E che questa sia la ragione per cui non sembra neanche un politico: che non lo è. I primi dicono che sia impossibile immaginarlo impegnato in una rissa televisiva, nella lotta al coltello con gli avversari o con i suoi rivali interni, in una polemica di qualsiasi genere. Lo stesso dicono i secondi. (continua…)
Roma. Tra le ragioni della “débâcle” Fausto Bertinotti mette al primo posto il governo di Romano Prodi, che ha fatto fare alla sinistra un gigantesco “salto all’indietro”. Ma non cerca alibi, tantomeno un capro espiatorio. Dopo un silenzio lungo due mesi, dopo quel terribile 13 aprile che ha lasciato la Sinistra Arcobaleno senza neanche un parlamentare eletto e con appena il 3 per cento dei voti, dopo le sue dimissioni da ogni incarico nel partito, non è per polemizzare con il Pd che Bertinotti torna a parlare. Parla da semplice “militante”, come ora si definisce, ma sempre a modo suo (non proprio il modo di parlare caratteristico di ogni semplice militante). (continua…)
Roma. Il convegno organizzato per domani dai popolari del Pd si terrà all’università gregoriana, a porte chiuse, e sarà incentrato sull’analisi del voto. A quasi due mesi dalle elezioni, potrebbe apparire un’iniziativa scarsamente tempestiva, ma dopo tutte le polemiche suscitate dall’intervento di Massimo D’Alema alla Summer School filosofica di ItalianiEuropei – quello sulla “demoniaca tentazione del potere” da cui la chiesa dovrebbe guardarsi – si capisce che l’idea di un convegno incentrato sul “voto cattolico” non è poi così peregrina. (continua…)
La “tentazione demoniaca del potere” da cui la chiesa dovrebbe guardarsi, come tutti capiscono, non poteva non finire sulle prime pagine dei giornali. E avrebbe dovuto capirlo anche Massimo D’Alema, prima di intervenire al seminario su “Religione e democrazia” organizzato dalla sua fondazione, ItalianiEuropei, in un villaggio-albergo nel parco del Cilento, circondato dagli ulivi e dal mare. (continua…)
Roma. Il bersaglio delle accuse lanciate sabato da Marco Travaglio in diretta tv, Renato Schifani, lo aveva detto subito: “Vogliono minare il dialogo”. E la notizia della telefonata di Silvio Berlusconi a Walter Veltroni sembrerebbe confermare l’ipotesi. Anche perché questa volta, a differenza di tutte le altre, Travaglio è partito, ma il partito non ha seguito. (continua…)
Il divorzio dalla coalizione di centrosinistra, annunciato da Walter Veltroni con la nuova stagione, non è cosa molto diversa da quel “centrosinistra di nuovo conio” profetizzato da Francesco Rutelli già nel luglio dell’anno scorso. Quanto alla crisi dell’ideologia ulivista e della leadership di Romano Prodi, l’allora presidente della Margherita l’aveva denunciata ancora prima, con una battuta del maggio 2005 destinata a restare celebre: “Ho tirato la carretta, ho mangiato pane e cicoria per costruire il centrosinistra e consegnarlo a Prodi”. L’abbandono dell’antiberlusconismo in favore del dialogo con il Caimano, poi, è la linea su cui è attestato da anni. Non è detto, però, che tutto questo torni a suo vantaggio, nel ballottaggio di domenica e lunedì, in cui dovrà riuscire a raccogliere i voti di tutti, cominciando dalla sua sinistra. (continua…)
In questo momento non vorrei essere nei panni di Walter Veltroni. Fossi in lui, per prima cosa smetterei di leggere i giornali e per seconda smetterei di seguirne i consigli – altrimenti detti sondaggi – che mi pare abbiano fatto già abbastanza danni. Figurarsi se mi metterei a seguire consigli che vengano da me. (continua…)