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Ci vuole pazienza

24/05/2010

Piccolo esempio di polemica garbata e fondata sui fatti. Questo post di Alessandro Gilioli, al quale vorrei dire sommessamente soltanto tre cose:

1. Fini è il presidente di FareFare futuro, che è una fondazione. Left Wing è semplicemente un blog collettivo, un sito, chiamalo come ti pare, di cui io sono presidente, segretario generale, amministratore delegato e bidello. Insomma, lo gestisco io e ne rispondo io.
 
2. Per quanto ne so, D’Alema sulla campagna contro la legge-bavaglio non ha proprio nessuna obiezione. Ce le ho io e ne rispondo io.
 
3. Se ragionassi come fai tu, dovrei fare un post con una tua foto vicino a Carlo De Benedetti e sostenere che questa è la tua reazione alle critiche che mi sono permesso di fare al tuo editore in quello stesso sito, e via discettando di quel “grumo” del giornalismo di sinistra, che pure “a chiamarlo sinistra ci vuole un bel coraggio”, eccetera. Ma io non ragiono come te, per fortuna, e non ho nessuna difficoltà a riconoscerti la piena titolarità delle fregnacce che scrivi, senza bisogno di dipingerci attorno chissà quali oscure manovre.
.
P.S. Ecco a cosa mi riferivo quando dicevo che la campagna contro la cosiddetta legge-bavaglio sulle intercettazioni rischia di rivelarsi, dal punto di vista etico e civile, persino più dannosa di qualsiasi soluzione verrà infine adottata (che non mi sembra un grande elogio delle soluzioni attualmente in campo, peraltro – ma dei danni alla capacità di comprensione del testo parliamo un’altra volta). 
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46 commenti leave one →
  1. 24/05/2010 11:23

    Ciao Francesco.
    Grazie per le “fregnacce”, ma temo che tu non possa trovare da nessuna parte alcuna mia foto con il mio editore: semplicemente perché non ne esistono. Lo vedo una volta l’anno, con i colleghi, quando viene a fare gli auguri di Natale. Temo che la tua frequentazione e la tua identità di vedute con D’Alema sia molto – ma molto! – più ravvicinata. E non è un segreto per nessuno – nessuno che non sia totalmente ipocrita – il ruolo di Left Wing, così come era chiaro quello di Red Tv di cui eri direttore finché serviva a rompere le balle a Youdem, poi avete chiuso bottega.

    Quanto al merito della tua risposta, ribadisco che trovo piuttosto mostruoso e piuttosto vergognoso – altro che “fregnaccia”, pensare che “qualsiasi soluzione venga adottata” sulla legge bavaglio sia meglio della campagna in corso contro la stessa.

    Ad ogni modo, sul fatto che ragioniamo in modo diverso non c’è dubbio, e credo che sia una delle pochissime cose su cui ci troviamo d’accordo: mi auguro che sia così molto a lungo.

    un caro saluto, comunque
    ag

  2. Francesco Rocchi permalink
    24/05/2010 12:03

    Caro Cundari

    Se vuole rispondere di quello che scrive, si firmi. In tutto il sito di Left Wing non viene detto una volta che sia una chi e’ il responsabile del sito.

    Peraltro, l’unico modo per interagire con Left Wing e’ commentare un altro blog.

  3. 24/05/2010 13:25

    Scusa, Cundari, ma “la legge Mastella che proibiva la pubblicazione di carte & intercettazioni anche solo per «riassunto», esattamente come si vuole fare oggi”, e sto citando quell’archivio vivente che è Filippo Facci, “fu sostenuta da tutti i gruppi parlamentari”, compreso quello dei Ds. Dalla stessa fonte apprendo che “Massimo D’Alema commentò così: «Voi parlate di tremila euro, di cinquemila euro… ma li dobbiamo chiudere, quei giornali»”. Non mi pare che quanto afferma Gilioli sia perciò del tutto fuori luogo: direi che la posizione di LeftWing sia meno rozza di quella espressa da D’Alema in quella occasione, ma dello stesso segno. Certo, comprendo la tua premura nel difendere l’autonomia di LeftWing rispetto a RedTv e a Italianieuropei, e tuttavia, senza voler trascurare questo punto, credo che la questione sia un’altra: a torto o a ragione, si legge qualcosa di dalemiano in tutto ciò che scrivi, e i rapporti tra D’Alema e la stampa non sono mai stati idilliaci, sicché il 2 + 2 non farà 4, ma penso sia eccessivo lamentarsi del 3,9 che si poteva trarre da quell’articolo.

    • 24/05/2010 13:56

      Un’obiezione privata.
      Dici che “i rapporti tra D’Alema e la stampa non sono mai stati idilliaci” (per carità, secondo me è vero) e questo sarebbe la prova quasi matematica che D’Alema è pappa&ciccia con un giornalista.
      In inglese si dice “the logic defeats me”.

      • Francesco Rocchi permalink
        24/05/2010 15:24

        Non e’ una mia fissazione. Si faccia un giro su Left Wing e mi dica se e’ in grado di capire chi e’ che lo cura: un partito? un singolo? un’azienda?

        Non sono cose che vuole sapere?

  4. 24/05/2010 13:52

    Non c’è niente di più fastidioso di quelli che vogliono fortissimamente vogliono che la realtà si conformi ai loro pregiudizi.

    Comunque vorrei difendere Cundari su due punti:

    a)il contrario di peggio non è meglio, almeno dalla fine della quinta elemntare, quando la vita si complica;

    b)Nonostante la simpatica fissazione di Rocchi, non mi pare che Cundari si pasca nell’anonimato, anzi: firma i suoi pezzi e li diffonde/spamma con tutti i mezzi che la moderna tecnica ci offre – e i tratti essenziali della sua biografia sono noti a tutti e disponibili su internet.

    “si legge qualcosa di dalemiano in tutto ciò che scrivi” è un affermazione interessante, anche perché io credevo che D’Alema stesse lentamente e faticosamente migliorando da quando era diventato cundarista.

  5. sonc permalink
    24/05/2010 13:54

    (io credo che quella foto sia in effetti quella della visita natalizia in redazione, ma non vorrei infierire)

    • francesco cundari permalink
      24/05/2010 16:24

      mi sa anche a me, peraltro (ma non vorrei sbagliare, eh)

  6. fiordisale permalink
    24/05/2010 14:25

    dal tuo profilo nel sito de Il Foglio: “Crede nella fondamentale distinzione di Sartre tra “essere un cameriere” e “fare il cameriere”. Pertanto non si considera un giornalista di sinistra, ma una persona di sinistra che fa il giornalista. ”

    Ecco non vorrei disilluderti, ma tu non hai assolutamente niente del pensiero di sinistra.
    In questo spot del 2009 http://www.youtube.com/watch?v=BQENsq3sH3o non ce lo hai mica spiegato che due imprenditori che se la ridacchiano mentre il paese è in ginocchio era cosa buona e giusta, come mai? L’ispirazione ti è arrivata sulla scrivania solo ora? Nel caso fossi tu il signor Left Wing vorrei capire perchè ti vergogni di firmarti. Anzi, lascia stare, di motivi per vergognarti, in effetti ce ne sarebbero diversi. Sarà forse che lavorare in un ambiente come il foglio non è esattamente formativo per persone un po’ confuse. Spero davvero che tu sia l’eco D’Alemiano, perchè se la vecchia volpe si affida a comunisti così immaginari, significa ch’è davvero ad un passo da prendere il largo (dio lo volesse).

    piesse
    fammi un favore personale, magari quando sei in pubblico, cerca di evitare di dire che sei uno di sinistra, perchè non ho nessuna intenzione di vergognarmi pure per te.
    E nel caso avessi una tessera in tasca e delle idee in testa, portale nelle sedi competenti, affronta la platea senza eccessi di paura. Fatti coraggio, noialtri comunisti abbiamo smesso damò di mangiare i bambini.

    gl

  7. fausto permalink
    24/05/2010 15:14

    Ecco, gli ayatollah, hanno finalmente espresso il loro verdetto.
    Sarei curioso di sapere se resterebbe lo stesso se venissero pubblicate le loro, di telefonate.

    • fiordisale permalink
      24/05/2010 15:24

      certo fausto, a me la casa mica me l’ha pagata qualcuno a mia insaputa. Che mi pubblichino tutto quello che vogliono, non ho scheletri, e tu?
      Quanti dei nostri (politici e non) possono dire altrettanto? E tu, che tacci di integralismo gli altri con cotanta convinzione senza manco sapere se la religione sia tra i miei generi di conforto, cos’hai da nascondere che temi la pubblicazione dei tuoi segretucci?

      • simoneb permalink
        25/05/2010 17:30

        ecco, recuperiamo le belle idee del passato, OVRA, Gestapo, Stasi, KGB, che tanto non abbiamo niente da nascondere.

  8. 24/05/2010 15:20

    eh no Fausto: il “fregnacce” di Francesco mi va benissimo – ne scrivo sicuramente a palate – ma “ayatollah” a uno a cui stanno sulle balle più o meno tutte le religioni no dai!

  9. francesco cundari permalink
    24/05/2010 15:36

    Mi perdonerete se ora non riesco a star dietro e rispondere subito a tutti, ma alla svelta (e un po’ alla rinfusa) ci provo. Per prima cosa, questa storia che tutto il problema è che il pezzo non è firmato mi pare abbastanza curiosa. Non mi pare che gilioli sia dovuto ricorrere ai servizi segreti per scovarmi, né che io abbia fatto nulla per nascondermi. Al contrario, quelle stesse cose le scrivo da anni (motivo per cui vedere nel fatto che le ripeto per l’ennesima volta una “manovra dalemiana” è particolarmente grottesco). Basta andare sulla rassegna stampa della camera, mettere nel motore di ricerca il mio nome alla voce “autore” e la parola “intercettazioni” nel campo relativo, e se ne trovano parecchi, di articoli del genere. Anche sulla questione delle “risate”, per esempio, l’avevo già scritto e firmato a suo tempo sul Foglio, e anche questo lo trovate lì (http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=Q1A42). Infine, mi dispiace di avere urtato la sensibilità di gilioli definendo “fregnacce” tutte le carinerie che ha scritto con tanto garbo sul suo blog, la prossima volta cercherò di essere più garbato anch’io (per il resto, il link qui sotto al post della soncini, con i relativi commenti, mi sembra l’unico sprazzo di buon senso in una discussione parecchio sopra le righe).

    Ah, dimenticavo, dovrei anche ripetervi che io non ho affatto detto che quelli che ridevano del terremoto erano buoni e bravi, mentre ho semplicemente difeso il loro diritto a non vedere le loro telefonate sui giornali (difendere i diritti di madre teresa di calcutta è più facile, lo so, ma resto convinto che i diritti di tutti, e la civiltà di un paese, si difendano innanzi tutto in casi come questi)

  10. fabio permalink
    24/05/2010 15:37

    conosco cundari e conosco Leftwing perchè ci scrivevo qualche anno fa. dunque posso testimoniare almeno due cose: il sito è fatto da Cundari solo e anche “rompendo” anche per avere i pezzi. Da solo. Io ci scrivevo di medioriente, e spesso. vi concorrevano amici e sodali per divertimento. Non solo non abbiamo mai avuto visite di Dalema, ma non c’er anemmeno una rdazione. pensare ad un qualche collegamento di vicinannza che non sia di oura affinità politica unidirezionale (nel senso che noi la pensavamo come Dalema, come milioni di altri pearltro) è come pensare che chi sale su un mezzo atac è amico dell’amministratore delegato. Lo dico pacatamente tanto per dirlo, non per convincere qlc tanto so che gli obiettivi Sallustiani sono altri.

    2) Cundari è davvero persona non solo (molto) intelligente ma anche autonoma e pure parecchio. Pure troppo. Proprio per questo non solo non prendeva ordini da Dalema ma nemmeno voleva farlo dal partito e qualche volta ha fatto pure incazzare i dalemiani che invece facevano politica attiva perchè gli venivano accollate le sue idee come fossero ukaze e non riflessioni e stimoli. Cundari pensa con la sua testa e se ne frega delle conseguenze non intellettuali. Ma capisco che a Repubblica -Espresso questo sembrerà un’enormità, quindi non pretendo sia capito. A Cundari un abbraccio

    ps peraltro nel merito penso che se anche la soluzione non è quella trovata dal Pdl e dal berlusca una qualche soluzione alla pubblicazione di intercettazioni non rilevanti per indagini e altro che non sia macelleria pubblica e regolamenti di conti privati vada trovata. Non solo per Anna Falchi – che fu svillaneggiata dal buco della serratura e vorrei vedere capitasse a vostra sorella – ma anche per chi legittimamente era d’accordo che il movimento cooperativo facesse legittimamente (e ci aggiungo anche doverosamente) bancassurance . Perchè di questo parliamo, caro Gilioli. Ma tu lo sai benissimo.

  11. 24/05/2010 15:57

    Francesco, ti propongo un accordo: io ritiro ogni riferimento all’ipotesi che tu rappresenti il pensiero di D’Alema – e se vuoi me ne scuso pure pubblicamente – e tu ammetti di aver scritto una sciocchezza sesquipedale sulla legge bavaglio…

    • francesco cundari permalink
      24/05/2010 16:11

      Vedi, senza animosità, il problema è questo: tu sembri proprio non riuscire a concepire che io possa essere semplicemente convinto di quello che scrivo. Peggio: per te o è una sporca manovra politica, oppure è semplicemente una “sesquipedale sciocchezza”. Ma come si fa a discutere in questo modo? Prima ancora del merito, è questo “metodo” che proprio non mi piace, e ti vorrei domandare se il tenore dei commenti che hai suscitato sul tuo blog non ti abbia fatto venire nemmeno un dubbio, in proposito. Non è una questione di galateo. E’ una questione di sostanza. Quanto al resto, io dico che in un paese civile il diritto di ciascuno a non vedere le proprie private telefonate pubblicate sui giornali, nel momento in cui non c’è di mezzo alcun reato, va difeso sempre, anzi, tanto più quando il contenuto di quelle telefonate è rivoltante, perché sono contrario ai linciaggi e alla caccia alle streghe. Oltre che per tanti altri motivi su cui non ti annoio, perché l’ho fatta già troppo lunga

      • 24/05/2010 20:04

        L’avversario non crede in ciò che dice (e dunque è in malafede) o dice sciocchezze autoevidenti (e dunque è un fesso)… No, non penso che Gilioli si comporti da galantuomo in questa occasione. Nemmeno Cundari, d’altronde, che giustamente si risente, ma non affronta il punto in modo esplicito. Il punto (sollevato dal post di Gilioli) è la seguente affermazione: “Dal punto di vista etico e civile, la campagna in difesa delle intercettazioni e contro la cosiddetta legge-bavaglio si sta rivelando persino più dannosa di qualsiasi soluzione sarà infine adottata” (LeftWing, 23.5.2010). Cundari si risente dei modi di Gilioli, in primo luogo dell’accusa di pensare con la testa di D’Alema e di parlare per conto di quello, e – qui sopra – ripete: “La cosiddetta legge-bavaglio sulle intercettazioni rischia di rivelarsi, dal punto di vista etico e civile, persino più dannosa di qualsiasi soluzione verrà infine adottata”. C’è quel “dal punto di vista etico e civile” che cambia posto, ma che Gilioli non ha tenuto in alcun conto: per Cundari, “qualsiasi altra soluzione” non sta nel prodotto legislativo, ma nei moventi morali e culturali. D’altra parte, la stessa scelta del termine “k[h]omeinismo” nel titolo del pezzo su LeftWing era evocativo di un clima, di una mentalità, di un costume: “Il giacobismo è peggio di ogni cosa, evitiamolo”, Cundari non voleva dir altro a la Repubblica, a L’Espresso, a Piovono rane, ecc. Ma poteva essere più esplicito.
        Il fatto è che, ad essere esplicito, poteva essere scambiato per un Polito o, peggio, per un Ferrara o, addirittura, per un D’Alema, quello che “voi parlate di tremila euro, di cinquemila euro… ma li dobbiamo chiudere, quei giornali”. E voleva evitarlo.
        Cundari è stato offeso quando meno se lo meritava: volava alto, e dall’alto faceva un richiamo ad evitare le derive giustizialiste, eticamente e civilmente barbare, ancorché fallimentari sul piano storico, e il tono era assai poco alla D’Alema, né arrogante, né tagliente. C’era un accenno allo sguainare la scimitarra retorica di Ferrara (il “k[h]omeinismo”), e un po’ di fumo della pipa di Polito. Ma il pezzullo non era malaccio, via. Poteva non essere condiviso, poteva essere contestato, argomentando nel merito. Ma – lo ripeto – Gilioli ha degenerato.

  12. Mattia permalink
    24/05/2010 16:28

    Io non sono abruzzese ma le intercettazioni della gente che si frega la mani pensando ai soldi che può fare tramite appalti pubblici, beh, io vorrei vedere stampate sui muri delle città, altro che privacy.

    Non c’è un confine oltre il quale con la privacy possiamo pulirci il di dietro, senza pensare che è morto lo stato di diritto?

    • 24/05/2010 23:17

      Lo stato di diritto è tale se e solo se il diritto è uguale per tutti, anche per i cattivi, gli immorali e gli schifosi.

  13. fiordisale permalink
    24/05/2010 16:45

    in effetti avere le stesse convinzioni della Santanché è (molto) di sinistra.

  14. roberto permalink
    24/05/2010 17:04

    Apperò il signor Alessandro, dalemiano inconsapevole, mica solo acuto analista della realtà, ma pure fine politico. Ciccio, non vorrei sbagliarmi, ma ti sta proponendo un inciucio.

  15. 24/05/2010 19:40

    Vedi Francesco,
    io non penso che questo paese sarebbe più civile e migliore se ai mascalzoni che ridevano del terremoto fosse stata garantita “la riservatezza”. E siccome per quello che ti ho conosciuto mi sei sembrato una persona intelligente, sono convinto che in fondo alla tua anima nemmeno tu possa davvero pensarlo.
    Però lo sostieni, perché ti hanno insegnato e abituato a ragionare per convenienza anziché per convinzioni.
    E’ questa – credo – la grossa differenza tra di noi, quella che ci porta a ragionare in modo diverso.
    Ecco, io spero che un giorno che nel Pd prevalgano quelli che ragionano per convinzione e non per convenienza, tutto lì.
    Poi magari potremo litigare sule convinzioni: ma litigare sulle convenienze, proprio non ce la faccio.
    Quindi ora la smetto e ti mando un caro saluto (e lo dico senza ironia: apprezzo che tu abbia lasciato aperto il dibattito qui).

    • francesco cundari permalink
      24/05/2010 22:06

      Ecco, mi sembra che “redo” (qui sotto) abbia centrato il punto. La differenza tra noi è questa: che io non mi sognerei mai di dire a chicchessia una frase come “io ragiono per convinzioni e tu per convenienza, perché così ti hanno insegnato” (e chi, di grazia? e dove? alle frattocchie? a italianieuropei? in un angolo oscuro della bicamerale dalemiana?). E non lo direi mai, prima che per rispetto del prossimo, per senso del ridicolo. E poi, su, sostenere che quelli che ridevano del terremoto sono tanto cattivi e quindi chissene frega dei loro diritti non mi pare un’affermazione così eroica. Anzi, mi sembra decisamente più “conveniente” che sostenere il contrario, obiettivamente. Però ti posso assicurare che anche nel più profondo della mia anima sono straconvinto del fatto che i diritti delle persone vadano difesi sempre. E, ribadisco, tanto più quando si tratta di persone brutte brutte brutte, che dicono cose cattive cattive cattive. Il fatto che tu sembri proprio non concepire questo semplice principio mi lascia abbastanza raggelato. Il giorno che chiederanno la pena di morte per i pedofili, o la tortura in piazza per gli stupratori, o la pubblica gogna per gli scippatori di vecchiette, che farai? non vorrai mica difendere simile gente, no? Tutte persone certamente peggiori di quelli che ridevano per il terremoto. E quindi? Mettiamo la pena di morte, la tortura e la gogna, ma solo per le persone cattive? Massì, che vengano a prendere tutte le persone cattive di questo mondo, staremo senz’altro meglio, senza di loro, noi buoni. Basta con le persone cattive, che abbiano commesso un reato oppure no, che ci frega?
      E quando, come diceva il poeta, verranno a prendere noi, che diremo? perché se il principio è la cattiveria, sai, come criterio è abbastanza soggettivo.

    • 24/05/2010 23:20

      Giusto Alessandro, hai ragione: per rendere il paese più civile e migliore istituiamo un
      Comitato per l’imposizione della virtù e l’interdizione del vizio. Dopo certe porcherie (perché tali sono) non saranno più permesse.

  16. 24/05/2010 20:35

    caro cundari,
    perdonami ma ti vorrei darti un consiglio di immagine.

    se non hai le vallette in italia non conti niente. Quindi è inutile che fai il bidello il cda e la fata turchina…..devi darti un tono…
    io proverei qualcosa del genere… fammi sapere se funziona

    una simpatizzante forse troppo ironica (scusa!)

  17. redo permalink
    24/05/2010 21:08

    praticamente il ragionamento di gilioli è: siccome io ho senz’altro ragione, tu hai torto perché a) sei stupido b) sei in malafede c) sei stupido. fa niente che poi non riesca ad articolare un posizione sul punto: è giusto che in assenza di reato una conversazione privata venga divulgata? e chi lo decide? come? con quale limite? con quale controllo e garanzia? e come si evitano i rischi? e com’è che si può invocare lo stato di diritto contro chi ci sta antipatico e ci si astiene quando invocarlo ci fa meno comodo? ma lo stato diritto non è appunto: prescindere dalle antipatie? certo, a meno che non ci si senta investiti di una missione superiore, dal dovere etico di estirpare il male. ciò che può anche far passare in secondo piano non solo la necessità dell’argomento, ma pure l’odiosità di campagne ad hominem, il disgusto della claque manichea e ringhiosa in stato di indignazione permanente che passa all’insulto dell’impuro e che non crea nemmeno più l’orrore che dovrebbe, la caccia al rinnegato, all’intelligenza col nemico, la mistica della purezza, tutto l’armamentario storico e sfigatissimo del tristo giustizialismo giacobino, variante postmortem di qualcosa che con la sinistra non ha nemmeno una pallida somiglianza.

  18. Anonimo permalink
    25/05/2010 00:18

    Caro Francesco, in nome di una questione di principio -che, non lo so, si potrebbe definire come battaglia liberale, per i diritti individuali turpemente violati?- tu di fatto difendi il sistema di collusione politica-business. Anche se non c’è nulla di penalmente rilevante, in una democrazia liberale il “mercato politico” (per dirla con Schumpeter) risulterebbe gravemente inquinato dall’assenza di informazioni su queste collusioni, e l’agire politico lo è dalle collusioni stesse. Ripeto, anche se non c’è nulla di penalmente rilevante. Togliamo pure dal campo la “presunta etica pubblica” (presunta?) e anche la “famosa opinione pubblica” (famosa?), e le “sempre nuove questioni morali” (perché, non ce ne sono?), e quindi diciamo anche non moralmente rilevante. Ma politicamente sì, eccome, e non vedo come lo si possa negare. Nella fattispecie, è uno stridore tra la sfera dell’interesse generale (la politica) e quella dell’interesse particolare (il business), assordante per tutti i cittadini-elettori.
    Detto questo, se è vero che la tua posizione è autonoma e indipendente e distante da quella di D’Alema, essendo io iscritto e militante del partito di D’Alema, non posso che esserne contento.

    Marco

  19. 25/05/2010 07:55

    Scusate ragazzi, ma che i dalemiani ora si facciano garanti di principi morali mi fa troppo ridere. Dopo 15 anni in cui hanno praticato ogni giorno e a tutti i livelli proprio la politica priva di principi, solo giochi e manovre di corridoio, merchant bank a palazzo Chigi, patti con il diavolo e anche oltre, portandoci dove siamo adesso.
    Su, ragazzi,un po’ di dignità: almeno adesso rivendicate quello che siete e non travestivi da radicali!

    • anonimissimo permalink
      25/05/2010 08:13

      gioco partita incontro.
      gilioli non è in grado nemmeno di trovare un argomento e la butta in caciara, arrampicandosi sugli specchi in modo francamente patetico. cundari, lascia stare, non è colpa sua. semplicemente non sa di cosa parla o non è in grado di esprimersi, il che per un giornalista è il massimo.
      saluti

      p.s.
      dimenticavo: ovviamente sono massimo d’alema, solo non mi firmo perchè sennò gilioli se ne accorge.

  20. 25/05/2010 08:20

    Sì come no, gioco partita incontro. Te lo dici da solo e sei contento. Bravo è così che si fa. Santo Dio. Mi auguro che Francesco non sia orgoglioso di questi suoi pessimi fan.

    • anonimissimo permalink
      25/05/2010 08:37

      e tu allora rispondigli nel merito. ci riesci? o di fronte a un’obiezione sai solo provare a delegittimare? Dunque, il meccanismo è questo: tu dici una cosa, uno ti risponde, e tu invece di replicare dici “quello che hai detto non vale perchè sei dalemiano”. Allora, caro Gilioli, facciamo così: rispondi nel merito e mi dimostrerai che la partita è ancora aperta. ma se continui a svicolare così è dura prenderti sul serio.

      p.s.
      poi siccome in realtà io sono d’alema, e come noto sono machiavellico e doppio, se non riesci a rispondere nel merito mandami una mail che te la scrivo io la risposta. tanto come sai posso sostenere qualunque posizione perchè sono uomo senza principi. a buon rendere.

      • fiordisale permalink
        25/05/2010 08:42

        nella vita non è importante avere troppi principi, ma una sola fine.
        Sopratutto per te :-)

  21. 25/05/2010 08:55

    Vedi, caro anonimissimo,
    io nel merito credevo di aver già risposto e non volevo spammare il blog di Francesco.
    Come ho detto, penso – nel caso specifico dell’intercettazione dei due imprenditori – che il diritto della pubblica opinione a sapere quali spaventosi giochi si giocassero all’ombra degli appalti del terremoto e quali collusioni ci fossero tra politici e affaristi prevalga- e di gran lunga- sul diritto alla privacy, e che questa priorità sia un patrimonio civile.
    Libero tu di pensarla diversamente – e forse ci sono luoghi e modi diversi per stabilire come e dove fissare questa difficile asticella, quella tra diritto alla privacy e diritto a essere informati.
    Penso anche che considerare la battaglia contro questo decreto bavaglio “peggiore di qualsiasi soluzione venga varata dalle camere” sia una gran sciocchezza, e credo che questa sciocchezza sia uscita dalla tastiera di Francesco più per amor di polemica che non per reale convinzione.
    Sul resto – la mia opinione su quanto bene e quanto male abbia fatto alla sinistra e al paese la cultura politica di D’Alema e dei suoi – vabbeh, d’accordo, è polemica anche questa.
    E ora spero che “de hoc” sia “satis”. Grazie a tutti, buona giornata.

  22. Zorzo permalink
    25/05/2010 12:57

    surreale il tipo che chiedeva la firma agli editoriali di left wing.

    Ciccio, non mi metto a fare testimonianza della tua autonomia intellettuale e morale. La tua apologia del resto, in senso socratico, è perfetta.

    C’è il rischio di varcare la soglia che, dalla stanza del dibattito e quindi anche del legittimo dissenso, ci porta a quella dell’inquisizione. Non ci sono streghe, né ci sono stregoni.

  23. 25/05/2010 23:58

    Da vecchio frequentatore di forum informatici, questo thread è un classico esempio di flame ;)

    Ad ogni modo da bravo khomeinista non salvo nessuno dei due:
    – Cundari ha ragione sulla pubblicazione di alcune intercettazioni completamente inutili ai fini delle indagini
    – Gilioli ha ragione sulla pubblicazione di intercettazioni come quelle de L’Aquila che sono utili ai fini delle indagini poichè contribuiscono ad inquadrare i fatti

    Non capisco perchè della “legge-bavaglio” non si parli invece dei limiti imposti all’autorità inquirente e alle forze dell’ordine: un problema ben più grave della pubblicazione.

    Pace,
    R.

    PS: Invito pure i compagni del forum ad evitare i toni dei commentatori di http://www.ilgiornale.it ;)

    PPS: Spero di non avere offeso nessuno…’sto post è un campo minato.

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