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Una risposta all’altezza della situazione

18/10/2009

Per una brevissima fase, anche a chi come me non aveva condiviso la scelta di affidargli in quel modo la guida del Pd, Dario Franceschini diede l’impressione di avere capito l’essenziale: azzerato istantaneamente il governo ombra, messi da parte tutto il frasario, l’iconografia e la colonna sonora della “nuova stagione” veltroniana, sulle prime il neosegretario sembrò smentire tutti i pronostici (lo so, il governo ombra lo avevate rimosso e ora ve la vorreste prendere con me, ma non è così che si risolvono i problemi). Finalmente si parlava di assegni ai disoccupati, salari e stipendi, ma soprattutto non si parlava più di come meglio disintegrare, in asse con Berlusconi, quel che restava delle altre forze di opposizione, smettendo quell’insopportabile cantilena sulla nuova era aperta alla nostra democrazia dalla scelta di “correre da soli” e dalla “vocazione maggioritaria” del Pd, che in verità aveva aperto la strada semplicemente a una schiacciante maggioranza nelle mani di Berlusconi. Si abbandonava la politologia per fare politica, la si piantava di scervellarsi nell’invenzione di sempre nuovi “grandi eventi” e ci si metteva a lavorare sul serio: si chiudeva con un minimo di buon senso l’annosa, ridicola e inutilissima disputa sul dove sedersi nel Parlamento europeo (lo so, avevate dimenticato anche questa) e si diceva una buona volta qualche parola chiara persino sulle questioni bioetiche. In verità, però, in quell’inizio incoraggiante era già presente, solo a volerlo vedere, il germe della dissoluzione. Quando, appena eletto, il neosegretario annunciava l’intenzione di andare a giurare sulla Costituzione assieme al padre partigiano, nella natia Ferrara, non era già tutto chiaro? Qualcuno, lì per lì, al termine di quella stessa assemblea, lo aveva detto: “Com’è Franceschini? E come dev’esse… è er vice”. Proprio così. Un veltronismo senza fantasia, senza la carica dadaista, l’eclettismo creativo e l’inventiva situazionista del maestro. Senza nemmeno Tiberio Timperi. E così, adesso, restano solo i cani randagi, spariti persino cammelli e re magi, mentre il buio senza fondo di questa notte lunga due anni in cui siamo ancora immersi – tra giornalisti che si danno al pedinamento e magistrati che si danno al giornalismo – è squarciato soltanto dal doloroso bagliore di un tristissimo paio di calzini turchesi.

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8 commenti leave one →
  1. 19/10/2009 09:12

    Non c’è modo di superare la sciatta idiozia di un “servizio” come quello del tg5. L’unica cosa possibile era uguagliarla e, con la parata dei calzini, Franceschini c’è riuscito. Speriamo che diventi segretario: il segretario con i calzini viola, mica la bandana, che noi siamo gente seria.
    A breve avremo le gallerie su rep: “siamo 200mila! metti anche tu i calzini viola e mandaci la foto!”

  2. 19/10/2009 10:27

    SOTTO IL CALZINO NIENTE
    La scena più brutta di queste primarie, che a suo modo riassume il vuoto politico-programmatico della sinistra degli ultimi 15 anni, è quella di Franceschini che in Veneto chiede scusa agli imprenditori.
    Dal ma anche al mea culpa.
    Ma la sinistra in questi anni ha anche dimenticato i precari, i giovani disoccupati, gli immigrati, i ricercatori che emigrano…che facciamo, il giro delle 7 chiese per chiedere scusa a tutti?
    E’ questa l’innovazione politica che propone Franceschini?
    Che serietà politica avranno percepito i piccoli imprenditori italiani?
    A me parrebbe più urgente imparare il dinamismo da quegli imprenditori, comprenderne le problematiche insieme a quelle dei precari, dei disoccupati, degli immigrati, dei ricercatori cercando di promuovere delle alleanze sociali basate su solidi programmi dentro la cornice dell’interesse generale.
    Subito prima aveva proposto la cacciata della Binetti, che lui stesso aveva messo nelle liste per il Parlamento e il cui appoggio aveva chiesto per farsi eleggere segretario (in quel caso la sua presenza non era un problema).
    Il tutto nella cornice generale della sua idea che il partito reale (gli iscritti) non sono il vero PD.
    Ma poi si mette un pietoso velato calzino e tutto scompare nel turchese dipinto di niente.

  3. 19/10/2009 18:54

    purtroppo il problema non era il governo ombra, ma erano e restano i pastori di questo presepe ventennale. franceschini è un romolo augustolo

  4. 20/10/2009 18:10

    Deprimente.
    Come le primarie del Pd, che finalmente cesseranno di esistere dopo queste.
    Vincerà Bersani, e non è meglio.

    Io, che non ho soluzioni in testa, compro una vocale e giro la ruota:

    http://riciardengo.blogspot.com/2009/10/ideogrammi-sul-selciato-mantra.html

    O meglio, una soluzione in testa ci sarebbe e chi mi legge lo sa, ma non ha più niente a che vedere col Pd…

  5. serviziopubblico permalink
    23/10/2009 10:47

    Ma, caro francesco, come vedi la politica riesce sempre a chiudere il cerchio ed il veltronismo, corrente carsica che ha demolito sinistra, pd ed opposizione molto più delle correnti esplicite di partito, continua a produrre i suoi devastanti effetti. Sopra i calzini turchesi, adesso troviamo Tuadì (!!) l’uomo che non solo è candidato a fare il vice perchè nero (franceschini dixit) ma che è anche riuscito a fare il parlamentare dopo essere stato per pochi mesi assessore di veltroni alla sicurezza senza avere al delega ai vigili urbani perchè era materia troppo complessa per lui. Si suppone quindi che franceschini si riferisse a veltroni quando afferma che bisogna superare l’ipocrisia perchè, visto il comico curriculum di tuadì disponibile sul sito di franceschini, dalla sua assoluta incosistenza (politica) non si capisce quale possa essere il motivo per gli incarichi attuale e precedenti se non il colore della pelle da esporre come una bandiera. A questo punto non vorrei essere offensivo ma non riesco a trattenermi: com’è il detto? celeste e marrone perfetto cafone (sostantivo da intendere in forma non personale, ovviamente, ma come categoria della politica, collegata cioè alla capacità di comprendere e affrontare i problemi).
    Saluti bicolori

  6. 23/10/2009 20:18

    sempre così accigliato … su col morale, ancora un paio di giorni e arriveranno i professionisti, quelli bravi.
    e non so se in previsione dell’evento, ma oggi qualcuno ha proposto una Bicamerale. proprio come quella in cui il Grande Timoniere Senza Calzini Turchesi tanto si distinse.

  7. 24/10/2009 15:45

    Ecco che dal passato vi riporto il ricordo di un personaggio politico che oggi sarebbe un valido antagonista di Berlusconi.
    Lo dico non senza polemica…e sapendo di provocare…

    http://riciardengo.blogspot.com/2009/10/moana-le-parlo-di-onesta-le-sembra-poco.html

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  1. Libero calzino in libero Stato « Champ's Version

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