Quelli che c’erano prima

2009 Luglio 1
by francesco cundari

La candidatura di Dario Franceschini, attuale segretario ed ex vicesegretario del Pd, è sostenuta da: Walter Veltroni (ex segretario del Pd); Piero Fassino (ex segretario dei Ds); Franco Marini (ex segretario del Ppi); Pierluigi Castagnetti (ex segretario del Ppi) e se non capisco male pure da Francesco Rutelli (ex segretario della Margherita). Nonché da Beppe Fioroni (ex responsabile organizzazione del Pd – cioè, letteralmente, capo dell’apparato).

Ci saranno senza dubbio molti argomenti per sostenere la riconferma di Franceschini. Tra tutti, l’argomento secondo cui Bersani “rappresenta l’apparato” non mi sembra il più convincente. 

16 Risposte leave one →
  1. 2009 Luglio 1
    Ciro Imperato permalink

    Cioè, assurdo: Perché ha scelto di stare dalla parte di Franceschini?
    “Perché è il più simpatico”. Come siamo messi male

    • 2009 Luglio 3
      Anonimo permalink

      se non capisci una battuta stai messo male!!!!!!!! debora ha fatto una semplice battuta, non capisco perche’ non la poteva fare ? cerchiamo almeno noi giovani di non fare i diffidenti con il nuovo! marialucia battisti

      • 2009 Luglio 6
        Ciro Imperato permalink

        Ma certo che ho capito la battuta. Dico solo che dietro quella battuta c’è un modo di intendere la politica molto vicino al veltronismo del partito leggero e della politica lieve. A Botteghe Oscure la Serracchiani l’avrebbero cacciata via a pedate. E anche senza scomodare il vecchio PCI in qualsiasi normale partito di sinistra o di centrosinistra (e forse non solo) , la Serracchiani dopo una battuta del genere sarebbe ridotta al silenzio, di fatto annientata. Davvero questi momenti fanno rimpiangere la vecchia politica anche a chi come me, per questioni meramente anagrafiche (ho 22 anni) ha potuto solo studiarla sui libri di storia o leggerla su vecchi giornali. Rivorrei Rino Formica (la politica è sangue e merda) a volte rivorrei persino Pietro Secchia e il suo ufficio quadri a dirmi cosa pensare. Non si può che concludere con un grido quasi disperato: W L’APPARATO!

  2. 2009 Luglio 1
    Kerub permalink

    Marini Rutelli Franceschini: quelli che le liste unitarie Margherita-DS non le volevano.

    • 2009 Luglio 1

      Spietato! Finalmente esce il dalemiano che sta in Cundari, amo questo modo di metterla, e lo dico senza ironia. Epperò….anche se pare proprio che abbia infilato un paio di stronzate catastrofiche, vogliamo riconoscerle il diritto di dirne una ogni tanto? In fondo in fondo, come ho scritto proprio oggi, i suoi principali e famosi critici di stronzate ne fanno a dozzine, e da anni.
      I risultati sono davanti agli occhi di tutti, o sbaglio? E allora, sbaglio di molto se dico che tra lei e loro è meglio lei, di default? Io penso che peggio non potrà mai essere.

  3. 2009 Luglio 1

    Beh, verissimo, ma del resto nemmeno Bersani è nuovo, lo è al massimo del Pd, di cui è quasi un “neo iscritto”.
    Nuova sarebbe la candidatura di una donna, semmai, un volto diverso, un basta alle solite correnti (dalemiani e veltroniani) che si azzuffano da dieci anni.

    Una sinistra diversa, che pacatamente cerca il contatto col resto della sinistra, si europeizza, siede coi socialisti in parlamento europeo.
    Una sinistra che tenga il passo coi tempi,c he sia lungimirante.
    http://riciardengo.blogspot.com/2009/07/bertinotti-srravalle-pistoiese-cgil.html

    Nessuna delle due candidature, temo, ci darà niente di tutto ciò…

    • 2009 Luglio 3
      marialucia permalink

      concordo pienamente con te, il problema è che quello che dici dovrebbero pensarlo tutti gli altri giovani che invece si fanno strumentalizzare e fanno campagna contro uno per aiutare l’altro in cambio di NIENTE perche’ quello che guadagnano è NIENTE nel senso che non ha nessun valore! cmq sei grande vorrei conoscerti marialucia battisti

  4. 2009 Luglio 2
    Davide Sardo permalink

    La domanda è: riuscirà la Serracchiani nell’impresa di farsi scaricare anche da Franceschini? Forse è un sogno che non è a portata di mano, ma secondo me se continua così è sulla buona strada, perché chi dice che da una parte ci sta il progetto del PD e dall’altra ci sta D’Alema non è proprio presentabile. E le reazioni alla sua intervista non sono gli anticorpi dell’”apparato” che si autoperpetua, come vorebbe Repubblica, ma il minimo sussulto di quello che resta della politica in questo partito. E che si trova anche nel campo di Franceschini, per fortuna.

  5. 2009 Luglio 2

    Carissimo Ciccio, vabbè tutto bene. Ma spari sulla croce rossa. Fai altrettanto con l’altra metà del partito (come vedi sono ottimista)?

    ps: riciard for president

  6. 2009 Luglio 2

    Rinnovamento è una parola che non appartiene a nessu partito.

  7. 2009 Luglio 3

    Ma per rinnovamento cosa si intende? Anche nella nazionale di calcio si parla di rinnovamento, di nuovi calciatori giovani da inserire accanto a chi è già da tempo nello staff e si avvia alla “pensione”. Dunque giovani anagraficamente è un’etichetta azzeccata per questi atleti. Ma per la politica vale lo stesso? E’ l’età che rinnova?
    Parlare di rinnovamento significa portare menti innovative, di persone con gli occhi aperti al mondo contemporaneo, che sappiano però da dove veniamo e sappiano cosa volere ed immaginare il futuro innestato alla condizione del presente. Dunque chi rinnova la classe politica deve anzitutto possedere un legame viscerale con l’oggi, consapevolezza del passato, e tensione al futuro non slegato dalle condizioni attuali, ossia l’innovatore non è un’utopista, ma un sognatore che ha progetti radicati nella situazione presente, che sa ciò che è stato in passato, e per questo guarda all’avvenire positivamente, cioè sa cosa c’è di buono da coltivare per il domani.
    Ma allora, concretamente chi è l’innovatore nel campo politico? Bersani o Franceschini? i 56 anni o i 51? La Serracchiani?
    Quello che so è che la gente ha scelto il governo Berlusconi per rinnovare il Paese, un uomo considerato al passo con i tempi perché ha anzitutto doti basilari come quel brio essenziale a catturare l’attenzione e a farsi volere bene anche da chi non ha nutrito grandi simpatia per il centrodestra.
    A sinistra si è alzato un polverone perché la Serracchiani ha parlato di “simpatia”; siamo convinti che si possa parlare di rinnovamento a sinistra dopo eventi così banali che innalzano discussioni tipiche di una sinistra attaccata ad elitismo culturale e conservatore?

  8. 2009 Luglio 3

    La candidatura d’ apparato, infatti, è quella di Dario Franceschini. Su questo non mi pare possano esserci dubbi.
    Però, scusate l’ ingenuità e la nostalgia (forse!), ma non capisco perché Franceschini sia sostenuto da Fassino.
    Che sta succedendo?
    Quello che sta dietro a Dario è proprio l’ apparato di V ( per vendetta!).

    Staremo a vedere. :-D

  9. 2009 Luglio 5
    GiovanniC permalink

    Caro Anonimo, Debora è una che ai tempi dei DS sarebbe stata al massimo a leccar buste nella mia federazionen non di certo a Strasburgo.
    Mi nausea immensamente vedere come atteggiamenti da cooptazione “velinica” si facciano strada pure a sinistra. Ma che cristo, i candidati si scelgono per un buon discorso? Ma per favore.
    E mi nausea ancora di più la retorica dei giovani quarantenni.

    E comunque Veltroni è stato anche segretario del PDS. Tanto per dire.

    • 2009 Luglio 5

      @ GiovanniC: no vabbè, non mi sembra giusto… La Serracchiani ha una storia (che io non conosco ma ce l’ha) nel partito e nelle sue strutture che non è certo recente, tantomeno paragonabile a quella, ad esempio, di un Sassoli qualunque. Ripeto che di lei non so nulla, ma parlare di velinismo mi sembra ingeneroso. Al massimo è un “pollo di batteria”, ma certo non l’hanno presa in televisione come il capolista dell’italia centrale, quello sì “velina” come del resto la Gruber e Santoro ai bei tempi . Anche con quelli è stato un successo ;-)

    • 2009 Luglio 6
      Ciro Imperato permalink

      Parole sante Giovanni!

  10. 2009 Luglio 12
    Ciro Imperato permalink

    Beh, effettivamente è vero la Serracchiani una storia nelle strutture, dei DS peraltro, ce l’ha. Delle due l’una: o è davero una brava, oppure la caduta della qualità dei giovani dirigenti è cominciata, come credo, molto tempo fa. Certo è che nel PCI l’avrebbero fatta fuori in due minuti

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