Quadernino

Sabato 31 Maggio, 2008

E pensi a tutti i detenuti liberati e ripresi un’ora dopo, per tentato furto, a via della Lungara

Archiviato in: fregnacce intimiste — francesco cundari @ 6:51 pm

Finire il tuo lavoro prima di quanto ti sia mai capitato. Notare dalla finestra dell’ufficio, mentre raduni le tue cose, che là fuori è ancora giorno, c’è ancora luce, c’è ancora vita.

Domandarti cosa potresti fare, ora.

Venerdì 30 Maggio, 2008

E con questo non voglio dir nulla, salvo quello che dico

Archiviato in: lapsus calami — francesco cundari @ 12:44 pm

Parecchi anni fa un segretario di sezione dei Comunisti italiani mi raccontò di una sera in cui un noto capo neonazista bussò alla porta della sua sezione. Peraltro, in un momento in cui lui, il segretario, si trovava da solo. Aprì la porta, si vide ’sto marcantonio sulla soglia, lo riconobbe, pensò: “Ecco fatto”. E invece il tipo veniva a proporgli nientemeno che una manifestazione unitaria, schiettamente nazi-comunista, in onore di Che Guevara. “Perché noi – spiegò il neonazista dialogante al neocomunista basito – lo rispettiamo molto, come un grande guerriero”. Il segretario, forse perché accecato dal pregiudizio ideologico, non riuscì tuttavia a scacciare l’impressione che il suo gentile ospite facesse un po’ di confusione tra i rivoluzionari cubani e i cavalieri della Tavola rotonda. Fatto sta che non ritenne l’analisi sufficiente a costituire una valida piattaforma unitaria. E non se ne fece nulla.

Non so dire esattamente a quando risalga l’episodio, ma a occhio direi pieni anni Novanta, cioè parecchio tempo prima che cominciassero a uscire tutti quegli articoli sulle bandiere del Che allo stadio, sul Che icona pop, sul Che eroe “recuperato” nei convegni ed esibito nelle manifestazioni persino dall’estrema destra.

Giovedì 29 Maggio, 2008

Tutta colpa dei genitori

Archiviato in: lapsus calami — francesco cundari @ 3:38 pm

Il commento più lucido all’intervista di Walter Veltroni al Corriere della sera mi pare questo, che manca però un punto a mio modo di vedere piuttosto significativo. Il fatto cioè che il segretario del Pd continui imperterrito a sostenere di avere preso il 34 per cento, arrotondandosi il risultato dello 0,9. Intendiamoci, il punto non è tanto il modo di fare di Veltroni: calarsi gli anni, alzarsi le percentuali, calarsi i chili… chi tra voi è senza peccato, eccetera. Quello che mi lascia senza fiato è che a oggi, alla decima intervista post-voto, non un giornalista, nemmeno uno, neanche sul Corriere della sera, si sia sentito in dovere di interromperlo, per domandargli semplicemente: mi scusi, segretario, ma ha deciso che il dato buono era quello dei sondaggi, la notte dei risultati è andato a letto presto o ha intenzione di chiedere un riconteggio?

Così, per sapere.

Autonomia culturale

Archiviato in: lapsus calami — francesco cundari @ 12:41 pm

Da tempo, ascoltando le parole di tanti autorevoli esponenti del Pd, mi capitava di ripensare a quel passaggio dei Quaderni del carcere in cui Gramsci afferma che “tutti gli uomini sono filosofi”, sia pure inconsapevolmente, perché “anche solo nella minima manifestazione di una qualsiasi attività intellettuale, il ‘linguaggio’, è contenuta una determinata concezione del mondo”. Non credo di dovervi spiegare, pertanto, la ragione per cui ieri sera – dopo avere passato quattro giorni filati al (meraviglioso) seminario filosofico della fondazione Italianieuropei – sono accorso come un sol uomo alla prima iniziativa della Fondazione Daje. E finalmente, per la prima volta da anni, posso dire di condividere senza riserve la linea ivi tracciata dal leader: né “partiti liquidi”, né “radicati nel territorio”. Bensì.

Mercoledì 28 Maggio, 2008

“Dalle primarie alla Fondazione Daje”

Archiviato in: segnalazioni — francesco cundari @ 6:31 pm

Dopo tutte le polemiche suscitate dal dibattito tra Massimo D’Alema, Tvetan Todorov e Charles Larmore, credo proprio sia venuto il momento di confrontarsi con un pensiero politico più strutturato (stasera alla libreria flexi).

L’impossibile atarassia

Archiviato in: lapsus calami — francesco cundari @ 12:36 pm

Occuparsi di cronaca politica richiederebbe - in linea molto teorica - il massimo del distacco. Ma al tempo stesso, e non è un paradosso, anche un certo grado di coinvolgimento. Se almeno un po’ non ti appassioni alle cose di cui ti occupi, non ci rimugini sopra, non ti incuriosisci, non caverai mai un ragno dal buco. Se non poni alcuna domanda - innanzi tutto a te stesso - difficilmente troverai delle risposte. Non è solo questione di trovare notizie, ma anche semplicemente di capire le notizie che hai già. Così cominci a farti delle domande e a cercare di capire. E quando finalmente qualcosa riesci a capire, capisci pure che il più delle volte essere attanagliati dai dubbi è di gran lunga preferibile all’essere attanagliati dalle certezze.

A quanto pare, diversi ministri ombra sono fermamente decisi a ottenere dal segretario del Pd – ma soprattutto dal tesoriere – i loro legittimi capigabinetto ombra.

Martedì 27 Maggio, 2008

D’Alema e la demoniaca tentazione della filosofia

Archiviato in: articoli — francesco cundari @ 10:44 am

La “tentazione demoniaca del potere” da cui la chiesa dovrebbe guardarsi, come tutti capiscono, non poteva non finire sulle prime pagine dei giornali. E avrebbe dovuto capirlo anche Massimo D’Alema, prima di intervenire al seminario su “Religione e democrazia” organizzato dalla sua fondazione, ItalianiEuropei, in un villaggio-albergo nel parco del Cilento, circondato dagli ulivi e dal mare. (continua…)

Lunedì 26 Maggio, 2008

All’ombra delle filiali in fiore

Archiviato in: segnalazioni — francesco cundari @ 10:21 am

Sono tornato ieri sera da fuori e avrei già un sacco di cose da dire, che non è mai buon segno. Mentre io riprendo il filo, però, invece di starvene con le mani in mano, voi riprendete in qualche modo il Foglio di ieri e dedicate il giusto tempo alla lettura delle quattro paginate proust-conradiane di Marco Ferrante su Geronzi e Bazoli (”I duellanti”). Di meglio, vi assicuro, non avete da fare.

Martedì 20 Maggio, 2008

Stringiamoci forte e vogliamoci tanto bene

Archiviato in: agenda tafazzi — francesco cundari @ 9:50 pm

Dunque, ricapitoliamo. La sicurezza non è né di destra né di sinistra. La valorizzazione del merito e della competenza non è né di destra né di sinistra. Figuriamoci se può essere di destra o di sinistra la salute, la vita, il benessere dei cittadini. E il lavoro, allora? C’è forse qualcuno che vuole la disoccupazione? Sarà mica di destra o di sinistra, il lavoro. E la crescita. E lo sviluppo. Scherziamo? Vorremo mica dividerci sullo sviluppo, come la canzone di Gaber, la doccia è di sinistra e il bagno è di destra? Certo che no. Per me va benissimo: servono riforme condivise, bisogna unire e non dividere, dobbiamo pensare all’interesse del paese. Ottimo. Ma se le cose stanno così, per quanti sforzi faccia, continuo a non capire a cosa servano le elezioni.

Lunedì 19 Maggio, 2008

Un nuovo che?

Archiviato in: lapsus calami — francesco cundari @ 12:55 pm

Si è altresì convenuto sulla necessità di avviare un confronto politico per costruire, in Italia e a livello locale, le condizioni di un nuovo centrosinistra

Comunicato congiunto, dal sito del Partito democratico, dopo l’incontro Veltroni-Fava.

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