“La banca Morgan, di fronte alla rivolta degli azionisti di Bear Stearns che, colpiti dolorosamente nel portafoglio (…) hanno minacciato azioni legali massicce, magari col probabile lavaggio dei panni sporchi in pubblico (…) non ha esitato, per stroncare tale possibilità, a quintuplicare il valore della propria offerta. Ovviamente la Fed era d’accordo”.
“Quella parte dei commentatori che ha il riflesso condizionato di dar sempre ragione a chi comanda non ha ritenuto opportuno sottolineare l’inanità dell’intera operazione, dal punto di vista sia della legalità che dell’opportunità politica. Poco o nulla essi hanno creduto opportuno dire sulla radicale perdita di credibilità che Bernanke e Paulson (che ovviamente è stato anche lui d’accordo) hanno sofferto avallando sia il primo prezzo che il secondo”.
“Se infatti il prezzo quintuplo si giustifica vuol dire che la banca centrale stava col silenzioso assenso del tesoro finanziando una gigantesca operazione speculativa permettendo alla Morgan di offrire un prezzo cinque volte inferiore. Se invece il prezzo quintuplo non si giustifica allora vuol dire che offrendolo sia la banca che la Fed hanno veramente perso la testa e navigano senza bussola in un mare in tempesta”.
Marcello De Cecco, Repubblica - Affari e Finanza
Ieri, intervenendo al Forum di Confagricoltura, Silvio Berlusconi: “Siamo pronti a ritornare alle responsabilità di governo… Mi verrebbe da dire ‘allontana da me questo calice’, ma non sarà possibile allontanarlo. Qualcuno penserà ‘ma chi glielo fa fare’. Me la faccio anch’io questa domanda ma nelle forze moderate non c’è alternativa”.
Oggi, su Sky, alla domanda se lascerà la guida del Pd in caso di sconfitta, Walter Veltroni: “Ho preso un impegno per fare un grande partito, il Pd, e continuerò ad assolvere l’impegno preso il 14 ottobre con tre milioni e mezzo di persone, lo farò fino a quando non potrà essere superato da una scadenza analoga, fino ad allora ho il dovere etico di continuare a guidare il Pd”.

Il problema è che questi giochini si basano sulle chiacchiere. Non mi stupisce, per dire, che la lista “Per il bene comune” conquisti un ragguardevole quinto posto. Anzi, scommetto che ottiene otttimi risultati con tutti (e non credo che dalle urne emergerà come la sorpresa del 13 aprile). L’unica cosa che mi secca davvero è il quarto posto dell’Italia dei valori, che nella lista delle mie preferenze – quella vera – è ultima, distaccando di molte lunghezze la Destra e la Lega (penultima e terzultima). Mi secca un po’ anche il penultimo posto alla Sinistra arcobaleno, ma pure questo si spiega con il meccanismo suddetto. Io, infatti, penso che nonostante tutto siano migliori delle fregnacce che dicono (quanto ai socialisti, vale il discorso inverso).
A proposito di questo increscioso episodio, forse per l’ultimo sussulto di un’antica carità di patria, mi verrebbe da dire che non ci sono parole. Ma la verità è che le parole ci sono, purtroppo. E sono queste.
Ho letto un libro di cui parlerò a lungo: “Lettere dalla prigionia”. Le lettere di Aldo Moro, in una nuova edizione a cura di Miguel Gotor, accompagnate da un lungo saggio – non solo, non semplicemente sulle lettere e sul caso Moro – ma di questo ho già scritto qui. Proprio la scrupolosa ricostruzione filologica di Gotor rischia però di rendere più difficile tornare a leggerle, quelle lettere, dopo avere imparato a riconoscere i segni della manipolazione cui furono sottoposte. Eppure la loro bellezza resiste. Anzi, in un certo senso, direi che ne viene quasi accresciuta. (continua…)
Roma. L’imbarazzo di Walter Veltroni nel commentare (o per meglio dire: nel non commentare) le dichiarazioni di Antonio Di Pietro a “Otto e mezzo” sulla sua alleanza con il Pd è pari soltanto, forse, all’imbarazzo di Di Pietro nel commentare l’intervento di Veltroni al Riformista in tema di obbligatorietà dell’azione penale. (continua…)
Lo so, non è più come prima. Lo so: non c’è più la poesia, la passione, l’avventura, la paura e la gioia dei primi incontri. Lo so. E’ vero. Non posso negarlo: non dedico più a questo blog tutte le attenzioni di un tempo. Ma la verità è che negli ultimi giorni ho avuto un sacco di cose da fare. Sul serio. Lavoro, impegni, responsabilità.
Per dirne una, ho un tumblr.
Roma. Claudio Velardi, da poco tornato alla politica attiva come assessore nella giunta guidata da Antonio Bassolino, non usa perifrasi. “La campagna elettorale del Pd in Campania è sbagliata”, dice. Il ragionamento è semplice: “Se il Pd facesse una bella campagna elettorale tutta contro Bassolino, magari qualche voto lo prenderebbe pure. Non credo che ne prenderebbe moltissimi, perché sarebbe come ratificare il proprio fallimento, mentre io credo che ne prenderebbe molti di più facendo una campagna con Bassolino. Ma di sicuro fare una campagna come se Bassolino non esistesse, questa sì che è la scelta peggiore”. (continua…)
Mai come in questi ultimi tempi il dibattito pubblico italiano è apparso sommerso dalla retorica dei valori, in generale, ma in particolare dei valori cristiani.
Mai come in questi ultimi tempi il dibattito pubblico italiano è apparso drammaticamente privo di valore, al singolare, ma in particolare di valori cristiani.