Quadernino

Giovedì 31 Gennaio, 2008

Titoli di coda

Archiviato in: lapsus calami — francesco cundari @ 1:20 pm

Secondo una vecchia scuola di cui ho seguito anch’io qualche lezione in passato (sia pure in tempi assai lontani, ahimè, da quelli del suo fulgore) dinanzi al precipitare delle cose ci si consola dicendo: meglio così, almeno si fa chiarezza. Io però non so se alle volte un po’ di opacità non sarebbe preferibile, se non altro dal punto di vista estetico. Martedì, sull’Unità, Paolo Flores d’Arcais lanciava il governo Montezemolo. Negli stessi giorni – dopo avere anch’essi lungamente corteggiato il presidente (uscente) di Confindustria – Bruno Tabacci e Mario Baccini lanciavano la loro Cosa bianca, assieme ad Antonio Di Pietro (sperando, a quanto riportano i giornali, di ottenere così anche il sostegno di Beppe Grillo). Flores, Di Pietro, forse persino Grillo. Eccoli qui, gli eroi della sinistra intransigente, i nemici della “casta”, i custodi della questione morale in perenne attesa d’intervista sul Corriere della sera. Le cose non potrebbero essere più chiare.

La nuova stagione di W è un governo balneare a febbraio

Archiviato in: articoli — francesco cundari @ 10:46 am

Roma. Dalle parole del capo dello stato, pronunciate martedì sera al termine delle consultazioni, erano già emerse le seguenti, incontrovertibili verità: 1) la situazione è complessa; 2) la questione è politica; 3) occorre un supplemento di riflessione. Niente di strano. Del resto, non si elegge presidente Giorgio Napolitano per fare la rivoluzione culturale. Ma Walter Veltroni – ecco il punto – forse, in cuor loro, almeno uno o due di quei tre milioni e mezzo di elettori che l’hanno votato alle primarie, magari un pochino sì, uno spicchietto di rivoluzione culturale se l’aspettavano. Non era forse il suo slogan: “La nuova stagione”? E allo sbocciare della primavera veltroniana – “la primavera di Prada”, già ironizzavano, cinicamente, i vecchi burocrati di partito – doveva seguire, come recitava lo slogan successivo della sua campagna, “una nuova Italia”. S’intendeva dunque un governo balneare della non-sfiducia, guidato da Franco Marini? (continua…)

Mercoledì 30 Gennaio, 2008

Dorothy Parker non aveva capito niente

Archiviato in: fregnacce intimiste, poetry — francesco cundari @ 12:22 pm

Le lampadine scoppiano,
il giornale sparisce,
le bollette raddoppiano
e la frutta marcisce.
Torni a casa la sera
senza fare la spesa,
viene giù la bufera
sulla biancheria stesa.
La polvere ti assale,
il letto è da rifare,
la carne è andata a male,
tanto vale crepare.

Martedì 29 Gennaio, 2008

Si faccia una domanda e si dia una risposta /2

Archiviato in: appunti — francesco cundari @ 12:53 pm

A giudicare dai commenti dei commentatori, dalle analisi degli analisti e dalle dichiarazioni dei dichiaratori, si direbbe che l’Italia vada verso elezioni anticipate per sopravvenuta mancanza del governo.

Lunedì 28 Gennaio, 2008

Si faccia una domanda e si dia una risposta

Archiviato in: appunti, articoli — francesco cundari @ 9:17 pm

Il pm di Napoli ha chiesto la revoca degli arresti domiciliari per la signora Mastella - a quanto riferisce l’Ansa - per “sopravvenuta mancanza di esigenze cautelari”.

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Alla sfida lanciata da Walter Veltroni - presentarsi da soli tutti e due, Pd e Forza Italia, da uomo a uomo - Forza Italia replica così: “Forse ci ha scambiati per il centrosinistra”.

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Mi astengo dal fare commenti per sopravvenuta mancanza di parole (sulla parte divertente di tutto questo, comunque, ho già detto qui come la penso).

Mr. Fregnone, I presume

Archiviato in: lapsus calami — francesco cundari @ 6:26 pm

Per quelli che i giornali stranieri altro che i nostri, ma che vuoi mettere con la stampa anglosassone? Leggete qui. E poi, datemi retta, se raffinato giornale straniero ha da essere, passate al Vernacoliere.

Venerdì 25 Gennaio, 2008

Unisci i puntini /2

Archiviato in: appunti — francesco cundari @ 3:46 pm

Ezio Mauro, su Repubblica, oggi ci spiega che: 1) “Ciò che è finito davvero… è l’idea di un’ampia coalizione che raggruppi insieme tutto ciò che è alternativo alla destra, comunque assemblato, e dovunque porti la risultante”, dimenticando che il suo giornale è da almeno dieci anni il più influente, attivo e spesso virulento sostenitore di questa linea (assieme all’Espresso, che come noto fa parte dello stesso gruppo editoriale); 2) “Oggi che Mastella ha firmato un contratto con il Cavaliere e Dini ha onorato la cambiale natalizia, risulta evidente che Prodi salta perché è saltato quell’equilibrio che univa i moderati alle due sinistre, e come tale poteva rappresentare la maggioranza dell’Italia contemporanea”; 3) Ci vuole un “governo di scopo” per fare le riforme; 4) “Le due sinistre potranno allearsi in futuro, ma oggi con ogni evidenza si separano – questa parte conclusiva dell’editoriale sembra sia saltata sul sito internet – Rifondazione vuole riprendere la sua libertà di movimento e col movimento. I riformisti vogliono tentare la sfida del governo… attraverso il Partito democratico che si presenterà da solo alle elezioni”. Unica soluzione, questa, che “ha una possibilità espansiva”, ragion per cui Prodi deve comportarsi bene aiutando il Pd (tenetevi forte) a “rendersi autonomo nelle sue strategie” per “compiere la sua strada e il suo destino”.

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L’Espresso, che uscendo oggi non poteva avere la notizia della caduta di Prodi, titola in copertina: “Processo a sinistra”. Da leggere meditando le parole di Ezio Mauro su Repubblica (vedi sopra) a proposito del fatto che “ai cittadini, le politiche di centrosinistra sono arrivate ogni volta svalutate, incerte, contraddittorie e soprattutto depotenziate, come se la rissa interna, che è il risultato di una mancanza di cultura comune, avesse succhiato ogni linfa. Ancor più, avesse succhiato via il senso, il significato delle cose”.

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La crisi è appena cominciata e io mi sono già annoiato.

Unisci i puntini /1

Archiviato in: appunti — francesco cundari @ 3:22 pm

Circa una settimana fa, se non ricordo male, il Financial Times ha scritto che l’Italia è il paese peggio governato del mondo. Pochi giorni dopo ha scritto che le elezioni sarebbero una tragedia. In entrambi i casi, come al solito, a fare da tramite tra noi provinciali incolti e il pensiero salmonato della City di Londra c’erano i pronti riassuntini del Corriere della sera.

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Sulla prima pagina dello stesso autorevole quotidiano – il Corriere, s’intende – ieri Mario Monti ci raccontava le meraviglie della commissione Attali in Francia (racconto di cui abbiamo potuto godere, in dolby surround, anche dalle pagine di Repubblica), in un editoriale dal titolo: “Un’agenda super partes“, mentre oggi tocca a Dario Di Vico. Titolo: “Crisi ed emergenza economica - Consigli d’Europa“.

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Luca Cordero di Montezemolo dice che ci vuole un “governo per le riforme“, proprio come sostengono Prodi e Veltroni – con tutto il Pd – e come, nel mio piccolo, sostengo anch’io. E si capisce: quando la casa brucia… (in molti, però, sostengono che ad appiccare gli incendi siano i precari pagati per spegnerli).

Giovedì 24 Gennaio, 2008

Ma chi l’ha detto che non si deve provare a provare?

Archiviato in: appunti — francesco cundari @ 12:22 pm

Dietro a un miraggio c’è sempre un miraggio da considerare. Romano Prodi ha appena annunciato che si presenterà in Senato, alle tre del pomeriggio, per chiederne la fiducia.

Giorni di crisi

Archiviato in: fregnacce intimiste — francesco cundari @ 12:01 pm

Entrando alla Camera, ieri, una persona che non mi pare di avere mai visto prima:
“Allora, sei diventato zio?”
“Sì, ma… perdonami, tu come lo sai?”
“Me lo hai detto tu a pranzo”.
“Ah, già”.

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