Quadernino

Mercoledì 19 Dicembre, 2007

L’essenziale

Archiviato in: fregnacce intimiste — francesco cundari @ 12:34 pm

A pensarci bene, il mio difetto peggiore non è tanto che dico sempre le stesse cose. E’ che lo considero un pregio.

Lunedì 17 Dicembre, 2007

L’Italia ai tempi del colera

Archiviato in: articoli — francesco cundari @ 3:50 pm

Finirà così. Finirà che il governo Prodi cadrà, andremo alle elezioni anticipate con l’attuale legge elettorale e Silvio Berlusconi vincerà con una larga maggioranza – se non altro per la divisione degli avversari – ma non potrà nemmeno cominciare a governare, perché Romano Prodi sarà reintegrato a Palazzo Chigi da una sentenza del Tar. Finirà che Clementina Forleo e Luigi de Magistris chiederanno l’arresto dei magistrati che li accusano e dei membri del Csm che li giudicano responsabili di gravi scorrettezze, Michele Santoro e Beppe Grillo mobiliteranno le piazze, Corriere della sera e Repubblica mobiliteranno giornalisti e intellettuali, finché Clemente Mastella non chiederà l’intervento dei carri armati contro i manifestanti, che nel frattempo avranno circondato il ministero della Giustizia. E poi dicono che l’Italia è un paese triste. (continua)

Giovedì 13 Dicembre, 2007

Perché non possiamo non essere garantisti

Archiviato in: lapsus calami — francesco cundari @ 8:38 pm

Sulla Stampa di oggi, grande foto di Alberto Stasi in prima pagina, con il titolo: “Foto hard nel pc di Alberto”. Per me, già basterebbe questo per scrivere pagine e pagine a proposito della Stampa e del suo direttore, e l’aggettivo più lieve mi varrebbe una condanna a trent’anni. Mi limiterò a una notazione tecnica sulla cultura del diritto corrente in Italia: tu potrai essere riconosciuto innocente o colpevole in processo; fino a quel momento, però, qualunque cosa dirai per difenderti potrà essere usata contro di te per sputtanarti. Ma il bello – si fa per dire – viene dopo. Subito dopo, nello stesso incipit dell’articolo, che è (tenetevi forte) questo: “Tre minuti di funzionamento, dalle 9,36 alle 9,39. Tre minuti durante i quali sarebbe stata eseguita un’unica operazione: l’apertura di un file contenente l’immagine di una donna seminuda”. Avete letto bene. Una (dicasi una) donna, “seminuda”. Secondo me era collegato a questo sito.

Mercoledì 12 Dicembre, 2007

Ebbene sì, finalmente possiamo dirlo, Antonio Gramsci era comunista

Archiviato in: articoli — francesco cundari @ 12:05 pm

Il convegno “Gramsci nel suo tempo”, che si apre domani a Bari, riveste un certo interesse anche per chi non sia particolarmente versato nel dibattito su stabilizzazione capitalistica e rivoluzione mondiale, tattica del “fronte unico” e svolta del X Plenum, tesi leniniana dell’insuperabilità delle contraddizioni interimperialistiche e tesi ultraimperialista della progressiva unificazione del mondo. (continua…)

Martedì 11 Dicembre, 2007

Come diventare veltroniani

Archiviato in: lapsus calami — francesco cundari @ 10:49 pm

Qualche giorno fa sono diventato veltroniano, perché mi sentivo poco bene ed ero sinceramente preoccupato per la mia anima, oltre che per la mia salute. E soprattutto non sapevo dove fosse il pronto soccorso più vicino. Finché non ho avuto un’illuminazione: 06.06.06, il numero voluto da Veltroni per far vedere che il comune è sempre lì, pronto a rispondere alle tue esigenze. E così ho fatto il numero. Pensavo che avrei passato ore ad ascoltare irritanti musichette, invece mi rispondono all’istante. Rapidi, gentili e disponibili. Chiedo del pronto soccorso più vicino a casa mia.  Mi dispiace, mi risponde una ragazza, qui diamo solo informazioni turistiche. Taccio. Dovrebbe chiamare la regione, aggiunge. Loro, solo informazioni turistiche. Pazienza.

Tanto, a ripensarci, del male più grave ero già guarito.

Le cose cambiano

Archiviato in: appunti — francesco cundari @ 10:32 pm

Se non ho capito male, dopo il partito senza tessere (che avrà però gli “attestati di partecipazione”, immagino di forma rettangolare e plastificati), il partito leggero (che infatti non avrà sezioni, bensì 8.500 circoli in tutta Italia), il referendum (che sosteneva pur non firmando, e che ora vuole evitare con la nuova legge elettorale), Veltroni ha scaricato pure il povero Salvatore Vassallo. A questo punto, io dico che nel giro di qualche mese annuncia le dimissioni da sindaco di Roma.

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Berlusconi, invece, insiste sul punto dell’obbligo di dichiarare le alleanze prima del voto. Dice che “la Cosa Bianca andrà in bianco” e che Fini sarebbe “un ottimo successore di Veltroni quale sindaco di Roma”.

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Secondo me, Romano Prodi non se la passa poi tanto male.

Lunedì 10 Dicembre, 2007

Titoli che dovrebbero avere rilevanza penale

Archiviato in: appunti — francesco cundari @ 9:07 pm

Repubblica di ieri, prima pagina: “Morti bianche, sì al carcere”. Scommetto che da un momento all’altro qualcuno invocherà la “tolleranza zero” sulla sicurezza (nei cantieri). E al prossimo incidente, magari, pure più poteri ai prefetti. In compenso, il Sole 24 Ore della strage di Torino, almeno nelle prime pagine, non parla da diversi giorni. Qui se ne parla.

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Sul Corriere della sera di oggi, in prima pagina, c’è un lungo articolo di Salvatore Vassallo (“Le ingiurie e l’imbarazzo”). Il professore è molto offeso con Gianfranco Fini, colpevole di avere definito la sua bozza di legge elettorale una truffa. Ora, capiamoci, nulla contro lo studioso che s’innamori delle proprie tesi o dell’oggetto dei propri studi, che è comunque un segno di passione per il proprio lavoro, ma qui siamo a un passo dalle crisi di gelosia. Siamo già al “come ti permetti di parlare così alla mia legge elettorale?”. Mi pare un filino eccessivo.

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Sul “caso Luttazzi” avrei tante cose da dire, ma nessuna voglia di dirle (e non perché ci sia di mezzo il mio direttore, che pensate). Per farla breve, personalmente non avrei chiuso il programma (magari non lo avrei aperto), ma considero pernicioso il vecchio argomento del chiudere-un-programma-è-sempre-sbagliato. Il difetto peggiore degli argomenti sciocchi è che costringono a risposte sciocche, tipo: e se domani in un programma di satira si spiega come costruire una molotov, si dà l’indirizzo di Tizio e si invita il pubblico a dare fuoco a casa sua, sia pure in mezzo a fior di battute spiritosissime, continuiamo a dire che chiudere-un-programma-è-sempre-sbagliato? No? E allora smettiamola subito, prima che qualcuno cominci a farlo sul serio.

Venerdì 7 Dicembre, 2007

La costruzione di un gruppo dirigente

Archiviato in: fregnacce intimiste — francesco cundari @ 1:40 pm

Sarà che i giovani son tutti belli ed eroi. Sarà che se io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse farei lo stesso il giornalista, e avrei smesso comunque di attaccare manifesti e distribuire volantini. Sarà che bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà a questa o quella candidatura, a questa o quella dichiarazione, a questo o quel segretario. Sarà che l’eskimo mi ha sempre fatto schifo, ma in verità ha sempre fatto schifo a noi tutti, e forse allora è solo che bisogna saper scegliere in tempo, in fondo, anche i propri eroi. Sarà che giovani magari sì, a vent’anni eravamo giovani persino noi, ma belli mi pare troppo persino per la licenza poetica. Sarà che avevo la rivolta fra le dita, diciamolo per dire, ma davvero, si ride per non piangere perché – alla fin fine – di discussioni, caroselli, eroi, quel che è rimasto dimmelo un po’ tu.

Precisazioni

Archiviato in: lapsus calami — francesco cundari @ 12:23 pm

A proposito di questa faccenda, ieri D’Alema ha protestato (con il Corriere della sera) e precisato (sull’Unità). Qui le sue precisazioni.

Le lettere di Amato a Craxi, così svapora una Riserva della Repubblica

Archiviato in: articoli — francesco cundari @ 10:43 am

Roma. Da un lato stanno la lettera scritta a mano, la semplice cartolina o l’elegante biglietto strappati agli archivi e all’augusta solennità della loro polvere, a distanza di anni; dall’altro, l’intimità violata delle intercettazioni telefoniche e delle loro scurrili trascrizioni, esposte al pubblico ludibrio a distanza di ore. La linea di demarcazione è una differenza sottile, che separa due generi letterari e due diversissime categorie di protagonisti: da una parte, le grandi autorità della Repubblica, con i loro raffinati epistolari e i loro palpitanti diari, che non contengono mai nemmeno un errore di ortografia, a maggior gloria delle istituzioni e delle patrie lettere; dall’altra, principi decaduti e finanzieri decadenti, assieme a politici di prima e seconda grandezza, mai però grandi abbastanza da nobilitare con il loro nome un intero genere letterario – quello dei verbali d’intercettazione – irrimediabilmente confinato nella pulp fiction. (continua…)

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