Quadernino

Mercoledì 31 Ottobre, 2007

Dietro la follia di Arturo, bipartitista imperfetto

Archiviato in: articoli — francesco cundari @ 2:33 pm

Roma. E’ stato il primo e per molto tempo il solo, per dodici anni, a dire che bisognava sciogliere Ds e Margherita per fondare il Partito democratico. E a nemmeno ventiquattro ore dalla costituente del Pd, dice che così non vale e che quasi quasi se ne va. E’ stato il primo, e sempre da solo, che ha esortato Walter Veltroni a candidarsi alla guida del Pd. Ma quando tutti si sono convinti ad appoggiarlo, a nemmeno due settimane di distanza, è stato anche il primo a dire che Veltroni proprio non andava bene. E’ stato il più strenuo sostenitore del primato della società civile e del partito leggero. E ora che alla costituente Veltroni annuncia un partito fondato sul primato del “cittadino-elettore attivo”, ecco che lui, invece di esultare, parla di partito “antidemocratico”, “preconfezionato”, “plebiscitario”. E’ stato il più implacabile avversario dei “signori delle tessere” e dei “burocrati di apparato”. E ora che davanti agli eletti delle primarie il neosegretario annuncia un partito leggero e aperto alla società civile, lui invoca nientemeno che la “democrazia interna”. In tutti questi anni, insomma, è stato Arturo Parisi. E oggi più che mai, abituato com’è alla solitudine, non sembra minimamente intenzionato a smettere. (continua…)

Martedì 30 Ottobre, 2007

La vita è altrove

Archiviato in: appunti — francesco cundari @ 2:38 pm

Piero Ostellino, nell’editoriale di prima pagina del Corriere della sera, attacca per nove decimi del suo articolo la sinistra che prima difendeva i pm che andavano sempre in tv e sui giornali mentre ora li critica. Poi, nelle ultime righe, spiega garbatamente di non “condividere” il comportamento di quei magistrati. E giustamente conclude: “Essere liberali è essere altrove”. Paolo Mieli, invece, è sempre al posto giusto al momento giusto, purtroppo (anche se poi nessuno è profeta in patria, e quell’ingrato di Beppe Grillo ora lo accusa addirittura di complottare contro Clementina Forleo).

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Filippo Facci, sul Giornale, attacca la sinistra che prima sosteneva il circuito mediatico-giudiziario e ora se ne scandalizza, ma non lo fa in un articolo che Micromega sarebbe stata orgogliosa di pubblicare. Lo fa in un articolo in cui racconta le cose come stanno, ricordando peraltro molti interessanti e dimenticati episodi (come quello del pm che accusò Gigi Sabani, poi prosciolto, e in seguito sposò la sua ex fidanzata).

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Il Papa chiede ai farmacisti di fare obiezione di coscienza (onore a Livia Turco, tra i pochi a prendere posizione contro il Medioevo). Se questo è accettabile, mi domando con quali argomenti ci opporremo alla richiesta di farmacisti, chirurghi e infermieri musulmani, induisti, piduisti e satanisti di lasciarci senza medicine, senza cure e in un lago di sangue per ragioni di coscienza, ogniqualvolta ritengano che darci una mano violerebbe qualche sacro precetto.

Perché Veltroni è convinto che ormai “nessuno lo può fermare”

Archiviato in: articoli — francesco cundari @ 1:41 pm

Roma. L’immagine del Partito democratico proiettata da Walter Veltroni sulla fiera di Milano, quella di un partito “a vocazione maggioritaria” fondato sul “primato del cittadino-elettore attivo” e sulla “discontinuità”, non poteva piacere a tutti. Del resto, non era certo questa l’intenzione del segretario, nell’algido allestimento della prima assemblea democratica senza simboli di partito né di coalizione. Nemmeno quel ramoscello d’ulivo con cui pure i democratici sono stati eletti, impresso sulla scheda elettorale a elezioni europee, politiche e amministrative. E così, davanti a duemilaottocentocinquantatré attoniti delegati, in gran parte provenienti dai gruppi dirigenti di Ds e Margherita, si è materializzata di colpo l’immagine del partito veltroniano. E ha smaterializzato in un attimo architetture, apparati e liturgie secolari: un partito senza tessere, senza simboli e senza alleati, lanciato a bomba verso le elezioni anticipate. (continua…)

Giovedì 25 Ottobre, 2007

Apriti, Walter!

Archiviato in: appunti — francesco cundari @ 9:06 pm

I giornali di oggi si dividono in due categorie: quelli che dicono che sabato Walter Veltroni aprirà al sistema tedesco e quelli che dicono che sabato Walter Veltroni chiuderà al sistema tedesco. Io dico che farà finta di aprire, ma aggiungerà qualcosa del tipo “purché sia preservato il diritto degli elettori a conoscere le coalizioni prima del voto”, cioè chiuderà (un “sistema tedesco” siffatto è una contraddizione in termini, ovviamente inapplicabile, e proporlo è soltanto un modo garbato per dire che non se ne fa nulla). Ergo, i giornali di domenica si divideranno nuovamente in due categorie: quelli che diranno che Walter Veltroni ha aperto al sistema tedesco e quelli che diranno che Walter Veltroni ha chiuso al sistema tedesco.

Per i turisti o gli studenti giapponesi fuorisede che passassero di qui: chiudere al sistema tedesco – che peraltro a me non è mai piaciuto granché – significa chiudere il governo, e forse pure la legislatura (o almeno provarci molto seriamente).

Spero di sbagliare.

Mercoledì 24 Ottobre, 2007

Uso personale

Archiviato in: appunti — francesco cundari @ 8:42 pm

Il comma aggiuntivo - ha spiegato Levi - dice che sono esclusi dall’obbligo di iscrivere al Roc i soggetti che accedono o operano su internet per prodotti o siti ad uso personale e non ad uso collettivo. “Vuol dire che sono esclusi i blog che non rientrano in questo comma teso a ridefinire le responsabilità di chi opera su internet”, ha spiegato il sottosegretario (da Repubblica.it).

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Chiunque si trovasse a passare di qui è pregato di uscire il più in fretta possibile. Vorrei che fosse chiaro a tutti che questo è un blog, dunque un sito “a uso personale” (e non “a uso collettivo”). Del resto, mi pare evidente che la modica quantità di fregnacce che tengo qui è solo per il mio personale uso e consumo. Insomma, toglietevi di torno, chiudete la pagina e non fatevi più vedere, non sono uno spacciatore e non ho nessuna intenzione di iscrivermi al Roc (già sono iscritto a un ordine, e ho ancora gli incubi la notte).

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Più passa il tempo e più mi convinco che ha ragione Prodi: è chiaro che c’è un complotto.

Martedì 23 Ottobre, 2007

La costruzione di un amore

Archiviato in: segnalazioni — francesco cundari @ 9:25 pm

Esco da una storia di dieci anni e non ho voglia di impegnarmi”. Quasi tutte le relazioni iniziano così. Ogni donna sopra i trenta sa riconoscere la dinamica. E la dinamica è che quest’uomo sta mentendo spudoratamente (se incontrasse Monica Bellucci, per dire, avrebbe voglia di impegnarsi eccome) e tenterà di farla sospirare il più a lungo possibile. Pienamente consapevole di tutto ciò, la ragazza in questione si farà intortare in ogni modo, nel vano tentativo di costruire uno straccio di rapporto. Qualunque esso sia. Perché ogni nuova relazione è l’incontro di due aspirazioni diverse. L’aspirazione di lui (lo chiameremo per riservatezza P.D., giovane di belle speranze…) [continua]

Lunedì 22 Ottobre, 2007

E’ tutto un equilibrio sopra la follia

Archiviato in: lapsus calami — francesco cundari @ 9:19 pm

Francesco Rutelli, in un’intervista al Corriere della sera, preme su Walter Veltroni perché appoggi una riforma elettorale sul modello tedesco (e lo stesso fa Antonio Polito in un articolo sulla Stampa). Questa è l’unica strada – dice Rutelli – per salvare la legislatura (leggi: il governo Prodi). Ora si tratta di vedere quanto Veltroni abbia a cuore la legislatura (non leggere: il governo Prodi – perché può ben darsi che Veltroni abbia a cuore l’una e non l’altro). Verso la fine dell’intervista, comunque, Rutelli aggiunge un’autentica crudeltà: “Come è emerso in un seminario dei maggiori costituzionalisti italiani organizzato dall’Astrid, solo il sistema tedesco supererebbe il referendum; non una riforma che preveda il premio di maggioranza per una coalizione” (probabilmente è una crudeltà inconsapevole e Rutelli è solo l’ultima vittima di un tragico tamponamento a catena, ma Franco Bassanini non sarà per niente contento).

Domenica 21 Ottobre, 2007

Opportunità positive con esiti negativi

Archiviato in: appunti — francesco cundari @ 6:17 pm

Ieri Walter Veltroni ha firmato un articolo sulla prima pagina del Corriere della sera dal titolo: “Fermare subito l’Iran”. Ci sarebbero molte cose da obiettargli nel merito (e anche nella tempistica), ma io penso che ognuno debba assumersi la responsabilità delle decisioni che prende e delle parole che pronuncia. Specialmente se quelle parole non si limita a pronunciarle, ma le scrive sulla prima pagina di un quotidiano. Dunque, almeno in questo caso, non c’è ragione di prendersela con Veltroni.

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Sul Corriere della sera di oggi, Francesco Giavazzi ci dice – recensendo il saggio di un inviato del Corriere della sera – che “la sfida della ‘piena disoccupazione’ può diventare un’opportunità positiva” (il saggio, informa l’occhiello, spiega che “è inutile inseguire l’illusione della lotta al precariato”).

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Il pm Luigi De Magistris, in una lunga intervista che occupa tutta la terza pagina del Corriere della sera (ma anche tutta pagina 9 di Repubblica, e immagino non sia stata negata alla Gazzetta di Catanzaro e al Corriere dello sport) ci spiega che contro di lui è in atto una “strategia della tensione”. Non so se abbia ragione, ma so per certo che una “strategia della tensione” è in atto contro di me. Vogliono farmi saltare i nervi, è evidente. Ragion per cui, oggi, l’elenco finisce qui (e non metto nemmeno i link agli articoli citati, che sono già abbastanza teso). Se poi volete proprio sapere il mio parere su tutto questo, ebbene: secondo me, il problema è che in Italia la “sfida della disoccupazione” la raccolgono sempre le persone sbagliate.

Venerdì 19 Ottobre, 2007

Una scelta di vita

Archiviato in: fregnacce intimiste — francesco cundari @ 7:59 pm

Forse era solo un modo gentile per dirmi che mi consideravano un pessimo giornalista, ma il fatto è che in molti, almeno fino a un po’ di tempo fa, sembravano convinti del mio più o meno luminoso avvenire politico, o comunque manifestavano la convinzione che avrei dovuto seguire quella strada, come la mia naturale inclinazione. Non sono mai riuscito a far capire loro quanto si sbagliassero. Non basta aver passato quindici anni in una sezione, per essere un politico. Bisogna vedere come lo passi, quel tempo. In un certo senso, è una questione di meritocrazia. Voglio dire: le avete lette le dichiarazioni di Nicola Rossi al Corriere della sera, sulla necessità di applicare la meritocrazia ai dirigenti del Pd? Ecco, non sapete quante volte in sezione ho sentito dire le stesse cose, con le stesse parole. Ma non essendoci in sezione la meritocrazia di cui parla Rossi, a quel tempo io lì ero uno di quelli che si sarebbero potuti definire (ad altri livelli) dirigenti, uno di quelli che non cambiano mai, una delle solite facce. E quando uno che non era stato candidato dove voleva, o non era stato eletto, o non era riuscito a convincere gli altri a proclamare una grande manifestazione nazionale contro il suo vicino di casa, puntualmente, interveniva in assemblea tuonando contro l’assenza di meritocrazia, lo confesso, in quel “gruppo dirigente” c’era sempre qualcuno che doveva prendersi l’ingrato compito di sedersi accanto a me, mettersi subito a parlarmi intensamente d’altro, distrarmi il più a lungo possibile. Poi prendeva la parola Matteo, che con sorriso gentile e voce pacata diceva qualcosa di questo genere. E io, in quel preciso momento, capivo perché nella vita avrei potuto fare tante cose, ma non il politico.

Il Pd non è ancora nato, ma già non sa a chi dare i resti

Archiviato in: articoli — francesco cundari @ 6:37 pm

Ai vertici del Pd non tutti ne sono stati informati, e quelli che ne sono informati preferirebbero sorvolare. Ma il fatto è che tra i costituenti appena proclamati, peraltro dopo ben 72 ore di attesa – e sempre con l’eccezione dei collegi Campania 1 e 2 – circa un centinaio (tra assemblea nazionale e assemblee regionali) rischia di perdere il posto prima ancora dell’inizio dei lavori. In compenso, un centinaio di trombati, qualora decidesse di fare ricorso, avrebbe altissime probabilità (per non dire la certezza) di rientrare all’ultimo minuto tra i 2.800 eletti. (continua…)

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